La ribellione della massoneria inglese: «Siamo discriminati. Adesso basta»

I massoni inglesi escono allo scoperto e denunciano le «discriminazioni» ai danni dei propri membri. Attraverso una serie di pagine a pagamento pubblicate sui maggiori quotidiani, la United Grand Lodge of England (Ugle), l’organo di governo della massoneria inglese, lancia un allarme e, insieme, un grido di ribellione: «Adesso basta».

Il ricorso alla Commissione per i diritti umani

I massoni inglesi lamentano il «grossolano travisamento» di cui sono oggetto e che li porta a essere «ingiustamente stigmatizzati». Per questo, l’Ugle annuncia di aver fatto ricorso alla Commissione inglese sull’uguaglianza e i diritti umani per denunciare la situazione. A nuocere all’immagine delle logge inglesi sono state certamente una serie di recenti inchieste giornalistiche che mettevano in luce l’influenza della massoneria nella politica e in Parlamento.

La massoneria inglese attacca su stampa e social

David Staples, chief executive dell’Ugle, però, nelle pagine a pagamento pubblicate su Times, Daily Telegraph e Guardian punta sul volto buono e pubblico della massoneria, sottolineando che l’organizzazione, che conta più di 200mila iscritti, lo scorso anno ha raccolto oltre 33 milioni di sterline per sostenere cause benefiche. Una battaglia per la propria reputazione che i “fratelli” della Ugle stanno portando avanti anche sui social: sia per la pagina Facebook sia per il profilo Twitter, infatti, le foto di copertina avvertono che «Enough is enough», rilanciando la campagna mediatica per la corretta rappresentazione o, se si preferisce, riabilitazione della massoneria britannica.