La Caritas fa venire altri “profughi” dall’Etiopia. Ma lì la guerra non c’è…

Martedì prossimo è previsto l’arrivo dall’Etiopia di 114 “profughi” originari di diversi Paesi del Corno d’Africa, nell’ambito del Protocollo di intesa con lo Stato italiano, siglato dalla Comunità di Sant’Egidio e dalla Cei, che agisce attraverso Caritas Italiana e Fondazione Migrantes. Il Protocollo, finanziato con fondi Cei 8xmille, prevede il trasferimento dall’Etiopia di 500 “profughi” in due anni. “L’accoglienza – ragguaglia una nota della Cei e della Comunità di S. Egidio – prevede l’intervento di parrocchie, famiglie e istituti religiosi e l’utilizzo di appartamenti privati, con il supporto di famiglie tutor italiane che si occuperanno di accompagnare il percorso di integrazione sociale e lavorativa di ognuno sul territorio garantendo servizi, corsi di lingua italiana, cure mediche adeguate”. Alle 11.30, a Fiumicino, è prevista addirittura l’accoglienza ai profughi in arrivo e una conferenza stampa con la partecipazione di monsignor Nunzio Galantino, Segretario Generale della Cei; Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio; Mario Giro, viceministro degli Esteri. I profughi, il cui arrivo all’aeroporto di Fiumicino è previsto per le 4.30 del mattino, saranno accolti da Oliviero Forti, responsabile dell’Ufficio Immigrazione di Caritas Italiana e Daniela Pompei, responsabile della Comunità di Sant’Egidio per i servizi agli immigrati, rifugiati e Rom. C’è solo da precisare che in Etiopia attualmente non c’è nessuna guerra in corso, quindi non ha senso parlare di profughi, rifugiati e quant’altro. Speriamo che il prossimo governo si accorga di questa e altre storture e anomalie nella gestione dell'”accoglienza”. Se invece si tratta di ospiti normali nell’ambito di un programma, nulla da eccepire. Ma non si parli di “profughi”…

(Foto: Ethiopia Zare)