La Boldrini: «Salvini non sa dirsi antifascista». E lui: «Non sai parlare d’altro»

Laura Boldrini ha il chiodo fisso: l’antifascismo. C’è chi incentra la campagna elettorale su temi come, lavoro, ripresa, tasse, famiglie, immigrazione, sicurezza. E c’è chi si fissa. Eccola la Boldrini, battere ancora sullo stesso tasto. «Non so se Salvini sia fascista, ma ha difficoltà a definirsi antifascista e questo è preoccupante». Questa è la preoccupazione primaria della ex presidente della Camera a Mattino Cinque, su Canale 5. Con il pensiero rivolto a Salvini, nemico giurato, afferma. «Io e lui siamo agli antipodi. Ha sollevato l’odio nei miei confronti, ma gli italiani – ha aggiunto – si sono ribellati giudicando questi metodi da squadrista, creando una piattaforma digitale a mio favore. Credo che se fossi stata un uomo tutto ciò non sarebbe accaduto».

La replica di Salvini

La replica non si è fatta attendere: «La gente che incontro non mi chiede antifascismo ma lavoro, meno tasse e più sicurezza», risponde il leader della Lega, Matteo Salvini, ospite di Unomattina: «Gli italiani – aggiunge – vogliono un Paese tranquillo che non è quello disegnato da chi fa casino in piazza». Salvini ribadisce che «il problema non sono gli immigrati ma i clandestini, voglio guidare un Paese dove la convivenza civile sia garantita e gli italiani vengano prima».