Il Washington Post scopre che l’Italia subisce ancora il fascino di Mussolini

L’Italia subisce ancora il fascino di Mussolini e del Ventennio. La sorpresa è del Washington Post, che non arriva a eleggere il duce “uomo dell’anno” come ha fatto l’italianissimo Tempo, ma dedica un lungo articolo al culto mussoliniano e alla proposta «sorprendente» del sindaco di Predappio, arrivata Oltreoceano, di costruire nella città natale di Mussolini (dove è sepolto) il Museo del fascismo. «Migliaia di ammiratori del dittatore Benito Mussolini – scrive incredulo il quotidiano americano – visitano la sua piccola città natale ogni anno».

Il Whashington Post scopre il culto di Mussolini

Già in passato il Post si era occupato del vento italiano di riscoperta del passato fascista non più come tabù ma come rilettura storica del suo protagonista. «Ora – scrive il giornale – mentre i partiti di estrema destra ampliano il loro richiamo in vista delle elezioni di marzo il sindaco di Predappio (di fede democratica, ndr) vuole erigere il museo (nella simbolica ex casa del Fascio di proprietà comunale) «non come un omaggio alla loro causa, ma come mezzo per contenerla». Dando voce al primo cittadino del Pd della città natale di Mussolini, il Washington Post punta i riflettori sul popolo italiano che non avrebbe fatto ancora i conti con il Ventennio. «In Europa c’è un vento che soffia in questa direzione», racconta al Post il sindaco Giorgio Frassineti lamentando rigurgiti del fascismo, «questo paese ha perso un’intera generazione, perché la scuola e i politici non hanno fatto il loro lavoro». Stando alle ricostruzioni del quotidiano statunitense il sindaco della città integralmente ricostruita negli anni ’30 e pensata, anche dal punto di vista architettonico, per celebrare il mito fascista, vorrerebbe «usare la cultura come arma di distruzione di massa contro l’ignoranza».