Il gip “copia e incolla” la richiesta della difesa: il presunto omicida viene liberato

A raccontarlo non ci si crede. Un presunto omicida viene scarcerato, “graziato” dalla pigrizia del gip. Succede a Treviso.  Stando a quanto riporta la stampa locale il Tribunale del Riesame di Venezia ha annullato l’arresto di Luca Furlan, accusato di omicidio preterintenzionale ai danni della ex compagna, perché l’ordinanza del gip trevigiano Angelo Mascolo è copiata e incollata dalle motivazioni con cui la Procura aveva chiesto l’incarcerazione dell’uomo. E il gip ha avuto pure il coraggio di fare ironia: «La prossima volta scriverò di più». Il giudice ha poi difeso il suo operato: «Sono convinto di aver scritto bene l’ordinanza, le prove erano estremamente chiare e il pm aveva ragione nel motivare le sue contestazioni». Ma la toppa è peggio dell’errore.

Il giudice trevigiano Angelo Mascolo torna così nella bufera. E’ lui -ricordiamo – il magistrato che  affermava di essere pronto a circolare armato per legittima difesa. Ora ha combinato un pasticcio grave. Il suo provvedimento è stato sonoramente bocciato dai giudici del Riesame di Venezia che sono stati “costretti” a scarcerare Luca Furlan, 49 anni di Preganziol, ex compagno di Elda Tandura, morta a 66 anni a Vittorio Veneto dove era stata ricoverata per profonde ferite alla testa. I giudici, le cui motivazioni saranno rese note nei prossimi giorni, hanno sostanzialmente accolto le argomentazioni della difesa.

Il gip ha “ricopiato” gli argomenti della difesa

Secondo il difensore ci si trovava in presenza di una violazione della legge la quale impone «un’autonoma valutazione» da parte del giudice degli elementi di prova, mentre Mascolo avrebbe «ricopiato» in buona parte le argomentazioni contenute nella richiesta del pm «senza nulla aggiungere quanto alla valutazione critica» degli indizi. «Epurando dall’ordinanza genetica tutti i passaggi ricopiati (pur con minime modifiche in qualche punto), la parte in cui il gip ha aggiunto proprie valutazioni sono totalmente assenti», ha scritto il legale nel ricorso in difesa di Furlan, indagato per omicidio preterintenzionale. Ecco, morale della favola: Mascolo aveva affermato che lo Stato «non è più in condizioni di garantire la sicurezza dei cittadini, anzi semplicemente non c’è più». Possiamo dire la stessa cosa di lui: certi magistrati non sono in grado di garantire la giustizia».