I cerchi olimpici disinnescheranno la minaccia nucleare di Kim sul mondo?

Le Olimpiadi del disgelo. I Giochi di PyeongChang, al via venerdì 9 febbraio sulle nevi della Corea del Sud, si presentano come uno snodo chiave nei rapporti tra Seul e Pyongyang. Atleti delle due delegazioni sfileranno insieme nella cerimonia d’apertura della rassegna a cinque cerchi. E competeranno insieme, almeno nell’hockey su ghiaccio femminile, scendendo in campo in una selezione mista per rappresentare l’intera penisola nell’evento sportivo per eccellenza. Le Olimpiadi hanno avuto un peso specifico notevole nel processo che, dall’inizio dell’anno, ha favorito l’avvio di una nuova fase di distensione. Kim Jong-un ha aperto uno spiraglio con il messaggio diffuso per salutare il nuovo anno. Seul ha colto immediatamente il segnale e già il 2 gennaio ha proposto l’avvio di colloqui di alto livello tra le parti. Prima ancora che le delegazioni si accomodassero al tavolo, per riallacciare contatti interrotti due anni fa, i riflettori si sono accesi su Ryom Tae-ok e Kim Ju-sik, i due pattinatori nordcoreani destinati a diventare i principali rappresentanti di Pyongyang alle Olimpiadi. Il nuovo clima ha finito per contagiare, almeno in parte, anche gli Stati Uniti. Donald Trump ha continuato a puntare il dito contro Kim Rocket Man e non ha smesso, su Twitter come nel Discorso sullo stato dell’Unione, di ricordare quale minaccia rappresenti l’arsenale nucleare nordcoreano. Anche l’America però, nel rispetto dello spirito della tregua olimpica, ha concordato con Seul il rinvio delle periodiche manovre militari congiunte. Il 9 gennaio è arrivata la fumata bianca con la conferma della presenza nordcoreana alle Olimpiadi. “Pyongyang – ha annunciato il vice ministro per la Riunificazione sudcoreano Chun Hae-Sung – ha proposto di inviare una delegazione di alto livello, una delegazione del Comitato olimpico nazionale, con atleti, sostenitori, artisti, osservatori, una squadra dimostrativa di taekwondo e giornalist ai Giochi”. “Un grande passo in avanti per lo spirito olimpico”, ha commentato Thomas Bach, presidente del Cio. Il dialogo tra Nord e Sud è proseguito per mettere a punto la macchina organizzativa. Passi avanti, sì, ma anche qualche intoppo. Nel percorso di avvicinamento alla cerimonia, i due Paesi avrebbero dovuto gettare le basi della partnership olimpica con un evento culturale previsto per oggi in territorio nordcoreano, sul Monte Kumgang. L’appuntamento, invece, è stato cancellato in maniera unilaterale da Kim. Motivo? La copertura mediatica offensiva attuata dalla stampa di Seul. Dialogo complesso e strada lunga, con tratti in salita, quindi. Come ha confermato, d’altra parte, gli ultimi segnali arrivati da Pyongyang. Per l’8 febbraio, alla vigilia dell’accensione del fuoco olimpico, nella capitale del Nord andrà in scena una monumentale parata militare. Sfileranno, in particolare, decine di missili Hwasong-15 (vettori intercontinentali a lungo raggio in via di sviluppo, uno dei quali è stato sperimentato per la prima volta a fine novembre) e centinaia di missili e razzi, come hanno fatto sapere due diverse fonti diplomatiche citate dalla Cnn.