Gli Usa colpiscono i pasdaran, i turchi i curdi. Pericolosa escalation in Siria

Siamo in grado di fornire ulteriori informazioni circa il raid aereo statunitense di ieri contro forze di Damasco, iraniani e contractor russi che tentavano da due giorni di allargare la testa di ponte ch avevano da tempo sulla riva orientale dell’Eufrate, di fronte a Deir-ez-Zor, dove si trovano anche importanti giacimenti petroliferi. I carichi bellici sganciati hanno fatto fra le 70 e le 100 vittime, sembra con addirittura 25 Pasdaran uccisi e persino un contractor russo. Sembra che l’idea di rompere la tregua nella zona, sia sta proprio degli iraniani, che hanno loro piani sulla strategia da tenere in Siria. Per questo i velivoli statunitensi hanno colpito duro e con precisione, causando un numero così alto di vittime fra i combattenti. Gli ospedali della città si sono riempiti di feriti ed è stato fatto un appello perché serviva sangue. Il messaggio è chiaro: non attaccate le posizioni delle Forz Democratiche Siriane, altrimenti reagiamo. I russi sono stati avvisati subito prima dell’azione per evitare una escalation. Qui non servono offensive ma bisogna trattare se si vuole giungere ad una pace sostanziale. Il giorno 7 è stato ucciso da un bombardamento dell’artiglieria dell’Esercito Arabo Siriano (le forze di Assad) un soldato turco che faceva parte delle forze impegnate a sostegno delle forze anti-Assad. Si tratta del primo caduto turco rimasto vittima dell’Esercito siriano e questo costituisce già un fatto che ci si attendeva ma che è avvenuto prima del previsto.