Gli 80 anni della morte di D’Annunzio. Guerri: «È vivo e lotta insieme a noi»

Gabriele D’Annunzio è tornato d’attualità, «è vivo e lotta insieme a noi» e la «“damnatio memoriae” di cui ha sofferto per il legame col fascismo si sta sciogliendo». Parola dello storico Giordano Bruno Guerri, che dal 2008 è presidente della Fondazione Vittoriale degli Italiani, il complesso formato da edifici, vie, piazze e un teatro costruito tra il 1921 e il 1938 a Gardone Riviera (Brescia) in cui D’Annunzio stabilì la sua ultima dimora. Il Vittoriale sotto la guida di Guerri sta facendo performance di alto livello per quanto riguarda le visite dei turisti e per le iniziative culturali promosse nel segno di d’Annunzio. A poco meno di un mese dall’anniversario degli 80 anni della morte del Vate, che cadranno il prossimo primo marzo, Guerri sottolinea tutta l’attualità di D’Annunzio.

«Lo riscoprono i giovani»

«Un intellettuale ancora modernissimo, un anticipatore che ha sofferto di una “damnatio memoriae” dovuta al legame con il fascismo che si sta sciogliendo. D’Annunzio – continua Guerri – è un uomo che ha molto da dirci al di là delle opere e credo che il suo capolavoro sia la sua vita», ovvero l’esistenza «di un genio rinascimentale piombato nel Novecento». Fare della propri vita un capolavoro. Tanti i giovani, soprattutto, che sono interessanti alla sua vita di poeta-soldato. Tanto per dimostrare la ritrovata vitalità basti ricordare, dice Guerri, «che l’anno scorso sono usciti nel complesso 68 volumi su D’Annunzio e sul Vittoriale tra cui quello della Treccani, che ha inaugurato uno nuova serie sui Palazzi italiani. Il primo è stato dedicato al Quirinale e il secondo al Vittoriale». Per Guerri è in atto una «riscoperta dello scrittore abruzzese. Gli studenti che arrivano da noi al Vittoriale con le gite scolastiche sono molto aumentati. E questo è un buonissimo segnale». Oltretutto, d’Annunzio vende in libreria. «In particolare ‘Il Piacere’, ‘L’innocente’ e ‘Alcione’. La cosa di cui sono fiero – dice Guerri- è l’accordo con Mondadori per cui l’opera omnia di D’Annunzio è ora tutta in e-book con opere tratte dai Meridiani».

«Il Vittoriale è diventato un posto “fico”»

Quanto invece numeri relativi alla gestione del Vittoriale, Guerri ricorda che, nel 2008, quando ha assunto il compito di presidente, «sono arrivati 146mila visitatori. L’anno scorso sono stati 258.555 con un forte aumento. Soprattutto, però, la grande soddisfazione consiste nella trasformazione dell’immagine del Vittoriale che è diventato agli occhi dei visitatori e del pubblico in generale «un posto ‘fico’, dove è ‘fico’ andare e dove è ‘fico’ dire di essere stati». Sul fronte delle iniziative in programma per il 2018, Guerri sottolinea innanzi tutto che per la ricorrenza del primo marzo «non faremo niente. Avevo in mente una manifestazione per il 3 marzo. Ma la concomitanza con le elezioni la sconsiglia. Faremo, però, una grande festa, ‘Capolavorando’, il 17 marzo. Quel giorno inaugureremo 4 nuove opere d’arte che gli artisti ci doneranno. Allestiremo anche una nuova mostra permanente  realizzata con i falsi di D’Annunzio che abbiamo ottenuto dal tribunale dopo aver vinto una causa contro dei falsari». Nell’ambito del progetto ‘Riconquista’, che si pone l’obiettivo di riaprire tutto il Vittoriale facendolo tornare a come era il primo marzo del 1938, «ci sarà il ripristino di due ponti di quell’epoca, uno decorato con dei conigli di legno, l’altro con corna di cervo. Verranno inaugurati in questa occasione».

Tutte le feste dell’anno

Tra le altre proposte dell’anno, Guerri ricorda il Festival estivo, ‘Vittoriale Tener-a-mente’. Il 9 agosto, poi, si ricorderà il volo su Vienna, la trasvolata compiuta da 11 Ansaldo dell’87esima squadriglia Aeroplani, ideata da D’Annunzio, con la quale il 9 agosto del 1918 vennero lanciati nel cielo di Vienna migliaia di manifestini tricolori con l’esortazione alla resa e a porre fine ai combattimenti. «Verrà festeggiata in un modo clamoroso, ovviamente dal cielo», anticipa Guerri. «A settembre organizzeremo la ‘Festa della Fecondità’: avremo la prima vendemmia del Vittoriale dal momento che abbiamo piantato delle vigne e produrremo del vino. Avremo l’antica cerimonia giapponese del Raku, per la cottura delle ceramiche d’arte. Ad ottobre faremo un convegno su D’Annunzio e Ovidio, diviso tra Vittoriale, l’università di Pescara e l’università Ca’ Foscari di Venezia». Il primo dicembre, infine «ci sarà l’ottava edizione del Premio del Vittoriale dedicato a un personaggio che abbia illustrato la cultura, in genere un grande maestro. L’anno scorso è stato vinto da Piero Angelo e nel 2016 da Riccardo Muti».