Germania, parte come peggio non poteva la Grosse Koalition Cdu-Spd

Dopo oltre quattro mesi di gestazione, la Grosse Koalition in Germania parte come peggio non poteva. Angela Merkel sotto attacco. Dopo l’annuncio dell’accordo di governo, e della ripartizione degli incarichi ministeriali, non sono mancati nella Cdu i commenti critici nei confronti del suo operato. “Be’, almeno ci è rimasta la cancelleria”, ha twittato il parlamentare Olav Gutting, dopo aver appreso che alla Spd sono andati Finanze, Esteri e Lavoro e Affari sociali. Il senso di disagio è palpabile, commentano gli analisti locali, che guardano al 26 febbraio, data del Congresso con cui il partito dovrà ratificare l’intesa, come ad un momento di possibili turbolenze. “L’organizzazione del governo, così com’è ora, è un errore politico”, ha commentato dal canto suo un altro legislatore cristianodemocratico, Christian von Stetten. “Cedere il ministero delle Finanze non provocherà entusiasmo tra gli esponenti Cdu”. Horst Seehofer, leader della Csu, ha spiegato chiaramente, parlando con i giornalisti, che la Spd ha insistito molto per avere quei tre ministeri, minacciando in caso contrario di non entrare al governo.

Intanto i 463.723 iscritti della Spd saranno chiamati a pronunciarsi sull’accordo di coalizione raggiunto con il blocco Cdu-Csu di Angela Merkel a partire dal 20 febbraio. Lo ha deciso l’esecutivo del partito. le consultazioni si concluderanno il 2 marzo e i risultati saranno resi noti il 4 marzo. Come anticipato da indiscrezioni trapelate, Martin Schulz il mese prossimo lascerà la guida dei Socialdemocratici tedeschi. Secondo quanto riferito da fonti dell’Spd all’agenzia dpa, la nuova leader del partito sarà l’attuale capogruppo parlamentare, Andrea Nahles. Il 62enne Schulz, che nel nuovo governo di coalizione con la Cdu-Csu assumerà l’incarico di ministro degli Esteri, rinuncerà alla leadership dell’Spd il 2 marzo, quando si concluderà la consultazione interna al partito sull’accordo per dare vita a una nuova Grosse Koalition. Se il mondo politico tedesco – ma non tutto – tira un sospiro di sollievo per l’accordo di governo, il mondo dell’economia e del sindacato appare molto meno soddisfatto. “Questo contratto (per la grande coalizione) è anche più terribile del previsto – ha accusato senza mezzi termini Oliver Zander, capo del sindacato Gesamtmetall, che rappresenta i lavoratori dell’industria metalmeccanica – I fornitori di servizi saranno delusi e il welfare esploderà. E’ un giorno triste per questo Paese”. Il mondo dell’economia, ha fatto eco il presidente delle Camere per l’industria ed il commercio (Dihk), Eric Schweitzer, “è soddisfatto per alcuni buoni, futuri investimenti” di cui si parla nell’accordo di coalizione, “ma allo stesso tempo c’è preoccupazione per gli oneri eccessivi futuri che avranno un impatto sul mondo del business”.