Forza Italia: la vicenda Whirlpool certifica il fallimento del governo

mercoledì 21 febbraio 15:25 - DI Redazione

“Ancora un fallimento del governo Renzi-Gentiloni-Calenda. La vicenda dell’Embraco ha dell’assurdo: cinquecento posti di lavoro cancellati per l’incapacità del governo di condizionare un’impresa, ma soprattutto di costruire regole e comportamenti in Europa tali da evitare che certe aziende prendano i soldi e poi scappino”. Così Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia, parlando con i giornalisti in Sala stampa a Montecitorio. “Questo è inaccettabile. Non è possibile – ha aggiunto – che alcuni prendano i soldi degli incentivi e poi se ne vadano, lasciando sul lastrico cinquecento lavoratori. Questo è un fallimento di Renzi, Gentiloni, Calenda, che in Europa non contano nulla. Dopo l’Ema, dove l’Italia aveva tutte le carta in regola per fare prevalere Milano ma è stata truffata a causa di un governo di incapaci, la stessa cosa con l’Embraco”. “Non è possibile – ha proseguito – che un Paese, in Europa, venga trattato così da una multinazionale. Calenda adesso ha poco da gridare o battere i pugni, troppo tardi. Con il prossimo governo di centrodestra – conclude Brunetta – ci sarà più Italia in Europa, conteremo di più perché avremo un esecutivo forte e non alla Renzi che è solo interessato a comprarsi il consenso interno”.

“Il pasticcio della Embraco non danneggia solo i lavoratori ma tutto il territorio, perché toglie un altro pezzo di produzione a imprese e lavoratori di un indotto che è ancora importante”. Cosi’, in una nota,  Corrado Alberto, presidente  di Api Torino, che intervenendo sulla vertenza  della multinazionale di Riva di Chieri (gruppo Whirlpool), aggiunge: “Se Embraco sceglie di andare via dall’Italia, lo fa perché oggi nel nostro Paese è difficile fare impresa e perché mancano condizioni adeguate di competitività”.  “Noi abbiamo scelto di restare – prosegue Alberto – ma chi rappresenta le pmi private deve porre con decisione questo tema. Oggi in Italia servono serie proposte di politica industriale, che attirino le imprese e non il contrario. La chiusura dello stabilimento Embraco – conclude – è indicativa di un modo di pensare la produzione industriale avulso dal territorio, dalle sue capacità manifatturiere, dal significato sociale che una manifattura può avere”.

Commenti

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  • giulioarditi@libero.it 23 febbraio 2018

    Giusto chiamarla Embraco WHIRPOOL: se gli italiani, se una parte degli italiani decidessero di non comprare più i prodotti Whirpool, sarebbe una dimostrazione di quanto siano miopi certe “strategie aziendali”.
    Ma la vicenda Embraco WHIRPOOL nasconde quella molto più grave di FCA, che sta riportando la produzione di Panda in Polonia: 200.000 auto l’anno, 5.000 dipendenti. Il costo della manodopera? Negli stabilimenti Fiat in Italia l’incidenza del costo del lavoro è il 3%, più preoccupante la burocrazia e le tasse: ma con la riduzione delle tasse c’entra poco la flat tax, che dimezza le tasse a manager e dirigenti pubblici e privati.

  • covellaf@aol.com 23 febbraio 2018

    Caro Corrado Alberto, tu hai ragione ma sei troppo buono o devi esserlo, per dire cosi’ poco di questa classe politica, non sono ne incapaci ne inetti, per dirla alla Pansa. Per quanto li riguarda stan facendo molto bene il loro lavoro di Tradimento verso l`Italia e gli italiani, per il qual lavoro son stati corrotti e ben remunerati. C`e’ un solo modo per liberarci da tal marciume maleodorante: Si chiama voto del 4 Marzo, per fare poi quello che sta’ facendo Trump qui’ negli USA, ma temo che in Italia, alla maggioranza dei media non convenga parlare delle cose buone ed oneste che accadono nel mondo. La stessa parte politica cerca pure qui’ di occultare la verita’ pur essendo essa sotto gli occhi di tutti. Le sinistre son dapertutto sulla stessa lunghezza d`onta, come italiani c`e’ da vergognarci che la loro rappresentante e’ di origini italiane Nancy Pelosi, in Nomen Omen, hanno l`ardire di chiamarsi “democratici” pure qui’ e si san nascondere bene dietro tal ettichetta.

  • giorgio.conti@unipr.it 22 febbraio 2018

    e’ sicuramente un fallimento di codesta classe politica targata come sappiamo, PD e sodali, ebbene si’, ci mettiamo anche i sodali, alias gli alleati che hanno governato sino ad oggi, e ci mettiamo pure coloro che si presenteranno alleati a codeste elezioni e che sperano poi di governare. Una classe politica che si e’ fatta trattare da “minus quam” in Europa, le vicende sono note, ha ragioni da vendere G.Pansa quando afferma che li teme in quanto incapaci ed inetti.

  • amerigo.lori@alice.it 22 febbraio 2018

    Siamo certi che non sia passata qualche stecca? I PD sono maestri nell’incasso delle tangenti…

  • palloncin@depalloncini.it 22 febbraio 2018

    il solito pasticcio italiano