Forza Italia: la vicenda Whirlpool certifica il fallimento del governo

“Ancora un fallimento del governo Renzi-Gentiloni-Calenda. La vicenda dell’Embraco ha dell’assurdo: cinquecento posti di lavoro cancellati per l’incapacità del governo di condizionare un’impresa, ma soprattutto di costruire regole e comportamenti in Europa tali da evitare che certe aziende prendano i soldi e poi scappino”. Così Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia, parlando con i giornalisti in Sala stampa a Montecitorio. “Questo è inaccettabile. Non è possibile – ha aggiunto – che alcuni prendano i soldi degli incentivi e poi se ne vadano, lasciando sul lastrico cinquecento lavoratori. Questo è un fallimento di Renzi, Gentiloni, Calenda, che in Europa non contano nulla. Dopo l’Ema, dove l’Italia aveva tutte le carta in regola per fare prevalere Milano ma è stata truffata a causa di un governo di incapaci, la stessa cosa con l’Embraco”. “Non è possibile – ha proseguito – che un Paese, in Europa, venga trattato così da una multinazionale. Calenda adesso ha poco da gridare o battere i pugni, troppo tardi. Con il prossimo governo di centrodestra – conclude Brunetta – ci sarà più Italia in Europa, conteremo di più perché avremo un esecutivo forte e non alla Renzi che è solo interessato a comprarsi il consenso interno”.

“Il pasticcio della Embraco non danneggia solo i lavoratori ma tutto il territorio, perché toglie un altro pezzo di produzione a imprese e lavoratori di un indotto che è ancora importante”. Cosi’, in una nota,  Corrado Alberto, presidente  di Api Torino, che intervenendo sulla vertenza  della multinazionale di Riva di Chieri (gruppo Whirlpool), aggiunge: “Se Embraco sceglie di andare via dall’Italia, lo fa perché oggi nel nostro Paese è difficile fare impresa e perché mancano condizioni adeguate di competitività”.  “Noi abbiamo scelto di restare – prosegue Alberto – ma chi rappresenta le pmi private deve porre con decisione questo tema. Oggi in Italia servono serie proposte di politica industriale, che attirino le imprese e non il contrario. La chiusura dello stabilimento Embraco – conclude – è indicativa di un modo di pensare la produzione industriale avulso dal territorio, dalle sue capacità manifatturiere, dal significato sociale che una manifattura può avere”.