Foreign fighters britannici catturati in Siria, Londra: «Teneteveli»

La Gran Bretagna non vuole riprendersi i due foreign fighters della gang dei “Beatles”, catturati in Siria da forze curde. «Hanno voltato le spalle alla Gran Bretagna quando hanno lasciato il Paese per compiere distruzioni e commettere i loro crimini odiosi. Riteniamo che la giustizia debba essere fatta sul posto e che non appartengano più alla Gran Bretagna. Il popolo britannico non li rivuole indietro», ha fatto sapere il ministro britannico della Difesa, Gavin Williamson, parlando con i giornalisti a margine del vertice ministeriale Nato in corso a Bruxelles.

Sono i “Beatles” dell’Isis, stavano con Jihadi John

Wiliamson è intervenuto così sulla vicenda di Alexanda Kotey, 34, e El Shafee Elsheikh, 29, due cittadini britannici andati a combattere in Siria a fianco dell’Isis e ritenuti responsabili di sevizie e torture contro i prigionieri. I due facevano parte di un quartetto di britannici, soprannominati “i Beatles” per il loro accento, di cui faceva parte anche “Jihadi John”, il boia dell’Isis che decapitò diversi occidentali, prima di essere ucciso in un raid militare.

La linea Usa sui foreign fighters

La linea britannica non sembra però essere condivisa dagli americani. Parlando con i giornalisti nel suo viaggio verso l’Europa, il ministro americano della Difesa Jim Mattis ha detto che le forze della coalizione stanno «catturando centinaia di prigionieri» fra i foreign fighters. «L’importante è che i Paesi di origine mantengano la responsabilità su di loro», ha affermato , sottolineando che non devono essere rimessi in libertà.