Foibe: ora basta, lo Stato deve reagire contro il germe negazionista

Roberto Menia, primo firmatario della legge che nel 2004  ha istituito il Giorno del Ricordo interviene nella discussione sui gravi fatti di negazionismo registrati in questi giorni in Italia.

Lo Stato ha il dovere morale di reagire contro il germe negazionista che germoglia a sinistra, dove si vuole infoibare il ricordo. I cori choc ascoltati a Macerata sono il frutto del negazionismo che monta a sinistra e che lo Stato italiano ha il preciso dovere di stanare e combattere. E’semplicemente vergognoso che la manifestazione antifascista di Macerata sia stata segnata dal ritornello ‘ma che belle son le foibe da Trieste in giù’ senza che nessuno, da questo governo come dalle altre istituzioni sempre pronte a difendere l’accoglienza tout court, abbia sentito il dovere di intervenire per condannare. Mentre, dalla presidenza della Camera in testa, quotidianamente ascoltiamo strali contro chi solleva un dito per riconoscere semplicemente i disastri che il comunismo ha fatto nel mondo, Istria in primis.

Le bandiere di Anpi, Emergency, Libera, Fiom, Arci, Rifondazione comunista, Potere al popolo presenti in quella piazza dimostrano che c’è una fetta d’Italia ancora accecata da odio e da una oggettiva non conoscenza della storia, che però è foraggiata dalla sinistra che fino a poco tempo fa ha difeso le vergogne titine.

Ho battezzato questa legge per un semplice motivo: il popolo di chi ha vissuto in prima persona tutto questo si sta estinguendo sempre più velocemente, è la legge del tempo. Ma la generazione venuta dopo è impegnata, io ad esempio sono nato al di là del confine, mia mamma è stata esule. Ho la percezione che quella sorta di damnatio memoriae che esisteva in Italia su questi fatti e che ci ha condizionato per oltre cinquant’anni sia stata in qualche modo superata e vinta da questa legge. Per questa ragione ogni anno si è costretti a parlare di tutto questo. Questo è recupero di memoria, recupero di storia nazionale, recupero di rispetto per il proprio essere cittadini attivi e patrioti.

Uno Stato moderno e credibile è quello che fa davvero i conti con la propria storia: ma non inzuppati di un tornaconto ideologico ed elettorale, come la vergogna di Macerata dimostra, bensì guidati dal rispetto che si deve a vittime e infoibati.

 twitter@robertomenia