Florida, strage a scuola, coach di football si butta sugli studenti e li salva: è grave

Nel dolore e nella disperazione per le 17 vittime della strage nella scuola della Florida, tra indignazione e sgomento, si apprende anche di un episodio che, nella tragedia di un assalto brutale quanto immotivato, costato la vita a 17 persone, rinfranca gli animi e scalda i cuori. Una storia di coraggio e di generosità, quella che arriva da oltreoceano per merito di un coach di football che, nel delirio e nel panico che il dramma stava generando, ha avuto la prontezza di spirito, il sangue freddo e l’audacia di gettarsi sui suoi studenti per fare loro da scudo con il proprio corpo. E se quei ragazzi oggi possono ringraziarlo di persona, è solo grazie a lui…

Florida, coach di football fa da scudo ai suoi studenti

E lui si chiama Aaron Feis, coach della squadra di football della Marjory Stoneman Douglas High School, rimasto gravemente ferito dai proiettili che l’ex studente Nikolas Cruz ha esploso nella scuola di Parkland, in Florida, uccidendo 17 persone. Feis, sottoposto ad un intervento d’urgenza, è in condizioni critiche. Inizialmente, complici le informazioni diffuse dallo sceriffo Scott Israel, si pensava che Feis fosse deceduto: «Un coach di football molto amato è morto», aveva comunicato lo sceriffo senza fare il nome della vittima. Poi è stato Jordan May, il figlio del capo allenatore, come spiega il Miami Herald, a ristabilire la verità con un post su Twitter: «Coach Feis non è morto. È stato colpito, ma non è morto». L’head coach della squadra, Willis May, si trovava nel proprio ufficio quando Cruz ha cominciato a sparare e, come ha reso noto suo figlio, è riuscito a scappare.

Sottoposto a intervento chirurgico, è in condizioni critiche

Feis, che si è diplomato proprio alla Marjory Stoneman Douglas High School nel 1999, prima di cominciare a lavorare come coach ha ricoperto per almeno 8 anni l’incarico di guardia di sicurezza all’interno dell’istituto. Rappresenta una figura di riferimento per la comunità e a lui, come testimoniano i messaggi pubblicati sui social, rimangono tuttora legati anche studenti che hanno concluso gli studi. «Si è sempre speso per la sicurezza nella scuola. Una persona tranquilla e ironica. Dove c’è una battuta divertente, di sicuro lì c’è lui che ride», ha raccontato Andew Hoffmann, uno degli ex studenti molto affezionati al coach. Intanto, un’intera comunità sgomenta, resta con il fiato sospeso finché la prognosi sulle condizioni del coraggioso prof non saranno più rassicuranti e certe.