Ermal Meta e Fabrizio Moro hanno vinto Sanremo. Contro tutto e tutti

Hanno vinto Ermal Meta e Fabrizio Moro. Secondi gli Stato Sociale. Terza Annalisa. Non mi avete fatto niente ha colpito direttamente al cuore il pubblico, una canzone seria, vera, interpretata nel migliore dei modi. Un primo posto meritato. Meta-Moro hanno sconfitto tutto e tutti: avevano rischiato l’eliminazione, erano stati sospesi per un’accusa che non aveva nulla di concreto, né capo né coda. I “critici” avevano già scelto gli Stato Sociale, sponsorizzati dai maggiori “opinionisti”. Non c’è stato nulla da fare, la qualità (vera) ha avuto la meglio.

Ermal Meta e Fabrizio Moro vincono
un Sanremo diverso dagli altri

«È stata un’avventura interessante, appassionante, difficile e facile al tempo stesso», le parole di Claudio Baglioni all’inizio serata. E quell’avventura si è rivelata un successo eclatante, inaspettato alla vigilia perché tutti ritenevano fosse una mission impossible resistere al confronto con gli altissimi ascolti di Carlo Conti. E la mission impossible è riuscita alla perfezione, perché l’Auditel ha premiato le scelte del cantautore romano. È stato un Festival misto. tra innovazioni artistiche e armarcord, ospiti di livello e canzoni che hanno fatto la storia della musica italiana. Omaggi su omaggi, intervallati dalla gara dei big e dei giovani. Nel corso delle serate, il Baglioni dai capelli bianchi ha riproposto il Baglioni della stagione migliore, da La vita è adesso a Poster, da Sabato pomeriggio a Vedrai. Quasi una vendetta tardiva, visto che quei brani – contestati negli anni ’70 fino a metà degli anni ’80 – erano bollati come leggeri, disimpegnati, quasi di serie b, subendo persino contestazioni. Il direttore artistico ha anche voluto rischiare parecchio, sarebbe stato facile portare sul palco nomi molto popolari assicurandosi così lo zoccolo duro del sabato sera. Invece no, alcuni artisti erano pressoché sconosciuti al grande pubblico, altri non hanno certo interpretato brani di facile ascolto (basti pensare alla raffinatezza di Enrico Ruggeri e i Decibel, arrivati al 16° posto) o di nicchia (come l’elegante stile di Mario Biondi, penultimo). Con i The Kolors sono stati privilegiati chitarra, batteria e percussioni, di sicuro non di tradizione sanremese. Fischi del pubblico quando si è scoperto che sono arrivati solo a metà classifica, al nono posto nonostante il televoto. Chi si aspettava proprio dagli Stato Sociale l’impegno s’è ritrovato il disimpegno, perché loro si sono affidati all’orecchiabilità della canzone e alla sorpresina della vecchia che balla. Molti i momenti emozionanti nell’ultima serata. E subito dopo l’esibizione di alto livello fatta da Ermal Meta e Fabrizio Moro, il ricordo dei martiri delle foibe e la violenza di Tito. Con l’applauso commosso della platea.

La classifica dal quarto
al ventesimo posto

4 – Ron
5 – Ornella Vanoni con Bungaro e Pacifico
6 – Max Gazzè
7 – Luca Barbarossa
8 – Diodato e Roy Paci
9 – The Kolors
10 – Giovanni Caccamo
11 – Le Vibrazioni
12 – Enzo Avitabile e Peppe Servillo
13 – Renzo Rubino
14  – Noemi
15  – Red Canzian
16 – Decibel
17 – Nina Zilli
18 – Roby Facchinetti e Riccardo Fogli
19 – Mario Biondi
20 – Elio e le Storie Tese