Erdogan stasera a Roma per imporci di far entrare la Turchia nella Ue

“E’ in fase di dispiegamento il dispositivo di sicurezza per l’arrivo nella Capitale del presidente turco Recep Tayyip Erdogan, così come disposto con ordinanza di servizio dal questore di Roma Guido Marino”. Lo riferisce la Questura di Roma in una nota precisando che “già nella mattinata, i servizi preventivi, hanno impedito alcune iniziative di protesta non autorizzate durante l’Angelus del Santo Padre in piazza San Pietro”. 3.500 uomini sono stati mobilitati per la sicurezza del “sultano”, che alloggerà all’hotel Excelsior di via Veneto, e che arriverà stasera insieme alla moglie e ad alcuni ministri. Domattina avrà incontri di alto livello al Quirinale, a Palazzo Chigi e poi in Vaticano. ”L’Unione europea ci faccia entrare”, chiede in pratica il presidente turco Erdogan. ”Ci aspettiamo che l’Ue – dice in un’intervista alla Stampa – rimuova il più presto possibile ogni ostacolo artificiale alla nostra adesione, assumendo un approccio costruttivo. L’adesione della Turchia non può essere sacrificata a calcoli di politica interna”. Il presidente sottolinea che ”La Turchia ha ottemperato ai suoi obblighi di Stato-candidato ma non possiamo continuare questo processo da soli. Anche l’Ue deve fare la sua parte, a cominciare dal mantenere le promesse fatte”. Secondo il presidente ”l’Ue blocca l’accesso al negoziato e lascia intendere che la carenza di progressi dipende da noi. È ingiusto. Come lo è che alcuni Paesi Ue avanzino per noi opzioni diverse dall’adesione”. Anche perché  la Turchia desidera ”la piena adesione all’Ue. Altre opzioni non ci soddisfano”. Vedremo se l’Italia e la Ue si caleranno le brache anche stavolta, di fronte a una dittatura che non rispetta i diritti umani e che proprio in questo momento sta conducendo un’aggressione armata contro uno Stato sovrano, la Siria, per commettere un altro genocidio, quello dei curdi, come commise quello degli armeni nel 1915.

Domani una delegazione di giornalisti e rappresentanti di Articolo 21, Federazione nazionale della stampa e Rete No Bavaglio sarà presente al sit-in a Castel Sant’Angelo in occasione della visita in Italia del presidente turco. ”Vogliamo porre alla sua attenzione i gravi abusi compiuti in Turchia dal fallito colpo di stato del 15 luglio 2016 in particolar modo attraverso il controllo dell’esecutivo sulla giustizia e il generale degrado dello stato di diritto nel Paese. Sotto le spoglie dello stato di emergenza e della lotta al terrorismo, decine di migliaia di persone sono state vittime di una repressione arbitraria che continua a peggiorare e colpisce tutte le categorie della popolazione, tra cui i giornalisti, ben 170 sono attualmente detenuti. Ci auguriamo che abbiate modo di discutere durante l’incontro con il presidente di un Paese che ancora chiede l’adesione all’Unione europea ed è membro del Consiglio d’Europa, di quanto pregiudizievole sia il venir meno allo stato di diritto in Turchia determinando così l’incompatibilità con i valori democratici dell’Europa”, si legge in una lettera aperta firmata dai massimi organismi internazionali di tutela degli operatori dell’informazione (oltre che dai promotori Articolo 21 e Fnsi, dall’European Centre for Press and Media Freedom, Reporter senza frontiere, International press institute e molte altre organizzazioni per la liberà di informazione) e indirizzata a Papa Francesco, al presidente Sergio Mattarella e al presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, che incontreranno il presidente turco Recep Tayyp Erdogan. ”Il nostro auspicio è che sia possibile affrontare in modo franco la questione ricordando quanto essa sia imprescindibile per la prosecuzione del processo di una possibile adesione della Turchia all’Unione” – conclude la lettera, pubblicata oggi dal Corriere della sera.