Ennesima buffonata dei separatisti catalani: Puigdemont leader in effigie

mercoledì 21 febbraio 17:01 - DI Redazione

I secessionisti catalani hanno organizzato l’ennesima farsa: avrebbero concordato di eleggere simbolicamente il latitante Carles Puigdemont come presidente della Generalitat nel corso di un evento a Bruxelles il prossimo 27 febbraio. Lo scrive il quotidiano catalano la Vanguardia, citando fonti del negoziato. Secondo il piano, Puigdemont farà successivamente un passo di lato, designando Jordi Sanchez come candidato alla presidenza della Generalitat. Numero due della Lista JXCat guidata da Puigdemont, Sanchez è l’ex presidente dell’Assemblea Nazionale Catalana (Anc), una delle due associazioni secessioniste della società civile. Sanchez si trova però in carcere dal 16 ottobre e non è chiaro come potrebbe recarsi in parlamento per essere investito della carica. Finora il giudice Pablo Llarena del Tribunale Supremo spagnolo, che coordina le indagini contro i separatisti accusati di sedizione, ha respinto tutte le richieste di scarcerazione avanzate da Sanchez, eletto deputato del parlamento catalano alle elezioni del 21 dicembre. E dopo Carles Puigdemont un’altra protagonista del secessionismo catalano sceglie la latitanza per sottrarsi alla giustizia spagnola. A Ginevra da alcuni giorni, Ana Gabriel, battagliera esponente del piccolo partito anticapitalista Cup ha annunciato che non tornerà in Spagna e non comparirà davanti al giudice che l’ha convocata per oggi. “Non andrò a Madrid”, ha dichiarato la Gabriel al quotidiano svizzero Le Temps – “sono perseguitata per la mia attività politica e la stampa governativa mi ha già condannato”. “Dato che non avrò un processo giusto a casa mia, ho cercato un Paese che potesse proteggere i miei diritti”, ha detto la Gabriel, paragonando la situazione in Spagna “a quanto accade in Turchia”. La Gabriel ha poi ricevuto l’appoggio del Cup, che sottolinea anche l’esigenza di “internazionalizzare” la questione catalana. La fuga della Gabriel viene annunciata mentre la situazione politica catalana è bloccata dallo stallo sulla nomina del nuovo presidente della Generalitat. I partiti secessionisti (JXCat, Erc e Cup) vogliono eleggere nuovamente Puigdemont, ma il leader secessionista si è rifugiato in Belgio e rischia l’arresto al suo rientro in Spagna. Intanto procedono le indagini giudiziarie contro i secessionisti accusati di sedizione e ribellione. Oggi è stato il turno di Artur Mas, comparso davanti al Tribunale Supremo. Dopo averlo interrogato, il giudice Pablo Llarena lo ha lasciato in libertà. Ex presidente della Generalitat (2010-2016), Mas aveva indetto un primo referendum consultivo sull’indipendenza catalana nel 2014.

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