“Embraco se ne va dall’Italia perché è un Paese inefficiente e inaffidabile”

”Non si placano polemiche e pronunciamenti sulla delocalizzazione di Embraco, gruppo Whirlpool, un tema che alla politica mediatizzata fa gola considerando che sono in ballo, purtroppo, centinaia di posti di lavoro in un solo colpo. Non si ricordano però interventi di rilievo quando a dover chiudere o emigrare sono aziende medie e piccole, strangolate dal fisco e dalla burocrazia o uccise direttamente dallo Stato, che non paga loro le fatture nei tempi di legge. Ma oltre al metodo è sbagliato il merito”. Così in una nota di Confimprenditori. ”Embraco se ne va perché l’Italia per livello di tassazione, burocrazia e inefficienza della giustizia civile è un posto infernale dove fare impresa – prosegue Confimprenditori -. Invece di scatenarsi contro le politiche di Trump o prendersela con l’est Europa si pensi piuttosto a semplificare la vita alle imprese con investimenti infrastrutturali e maggiore flessibilità del mercato del lavoro”. “Giusto combattere il dumping sociale dove esso è conclamato – come nel caso della Cina, con cui si è invece sempre tiepidissimi, per non dire muti – ma al tempo stesso – conclude l’associazione – occorre agire per rendere più competitivo il sistema con taglio di tasse e spesa pubblica. Altrimenti sono solo lacrime di coccodrillo”. Intanto ci sarà una trasferta europea per i lavoratori dell’Embraco. Una delegazione degli oltre 500 addetti dello stabilimento di Riva di Chieri, insieme ai rappresentanti di Uilm e Fiom, Oggi e domani sarà a Bruxelles per una serie di incontri. I lavoratori vedranno Luca Visentini, segretario generale dell’Etuc, la confederazione europea dei sindacati. Domani la delegazione sarà ricevuta al Parlamento Europeo, dove incontrerà il presidente dell’Europarlamento, Antonio Tajani, e una rappresentanza di parlamentari europei italiani. Sarà presente anche il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino. Proprio nei giorni scorsi Chiamparino aveva annunciato la disponibilità della Regione a sostenere istituzionalmente la trasferta e a contribuire economicamente alle spese.

L’Ugl: Embraco se ne va dopo aver avuto gli aiuti

“Ci auguriamo che nell’incontro di domani a Bruxelles tra una delegazione di lavoratori della Embraco di Riva di Chieri e l’europarlamentare della Lega Mario Borghezio si possano definire nuove e più efficaci linee di difesa degli interessi e dei diritti dei lavoratori stessi nonché anche quelli più generali del nostro Paese, falcidiato da anni ormai dal fenomeno delle delocalizzazioni”. Ad affermarlo in una nota è il segretario Generale dell’Ugl Metalmeccanici, Antonio Spera sulla vicenda Embraco. Le delocalizzazioni, aggiunge, “sono un fenomeno che qualcuno, addirittura con responsabilità di Governo, ha scoperto ieri, quando invece sono tante le vertenze ancora lontane dall’essere risolte sempre per questa stessa ragione. Come nel caso odierno della ex Irisbus in Valle Ufita, di cui si discute oggi al Mise, azienda irpina che non riesce a trovare un nuovo e serio orizzonte produttivo, dopo che Fiat anni fa ha pensato di andare a produrre autobus di linea in Francia e in Turchia”. Quello che chiediamo alle istituzioni italiane ed europee, conclude Spera, “è una maggiore attenzione all’utilizzo degli aiuti di Stato che aziende straniere, e non solo, ottengono allo scopo di creare occupazione, salvo poi decidere di andarsene, dopo qualche anno e dopo aver utilizzato i generosi fondi, non per una palese crisi industriale o economica ma solo per andare alla conquista di forza lavoro e di sistemi fiscali più favorevoli rispetto al nostro, come nel caso della Embraco che, come tutti sanno, gode di ottima salute economica e non avrebbe ragionevoli motivi per andarsene dall’Italia, mettendo sul lastrico 500 persone con relative famiglie, più tutto l’indotto”.