Elezioni americane: un russo intervenne, ma contro Donald Trump…

Un cittadino russo cercò di vendere ai servizi americani materiale dubbio per compromettere il presidente Donald Trump. A raccontare la vicenda è il New York Times, secondo il quale i servizi Usa erano entrati in contatto col russo per cercare di ottenere cyber armi segrete che erano state sottratte da hacker alla National Security Agency (Nsa), l’agenzia per lo spionaggio elettronico. I contatti con il russo, sospettato di avere torbidi legami con i servizi di Mosca e cybercriminali dell’Europa orientale, sono avvenuti in Germania tramite un uomo d’affari americano. In settembre vi è stato anche la consegna di una valigetta piena di denaro – prima tranche di un pagamento di un milione di dollari – in un albergo di Berlino. L’Nsa ha usato il suo account Twitter per mandare messaggi in codice al russo almeno una dozzina di volte. Tuttavia il russo non ha dato nessuna notizia utile per l’Nsa, mostrandosi invece molto desideroso di fornire “Kompromat” su Trump, compreso un video che lo ritrarrebbe con delle prostitute in un albergo di Mosca nel 2013. I servizi americani hanno a questo punto rotto la trattativa, convinti che si trattasse di un tentativo di Mosca per seminare discordia nelle istituzioni americane, mettendo l’intelligence contro il presidente. Al russo è stato intimato di non metter più piede in Europa occidentale se teneva alla sua libertà. Secondo il New York Times, che ne ha visti alcuni, i presunti documenti segreti apparivano basati su notizie facilmente reperibili sui media. Del famoso video sono stati mostrati solo 15 secondi senza audio all’uomo d’affari americano: vi si vede un uomo non riconoscibile che parla con due donne in una stanza. Lo spezzone è stato mostrato all’americano all’interno dell’ambasciata russa a Berlino, fatto che ha ulteriormente insospettivo i servizi di Washington. Così come è apparso poco credibile che l’agente russo abbia facilmente abbassato le sue pretese finanziarie da dieci a un milione di dollari. Il presidente americano non ha mancato di commentare l’intera vicenda su Twitter. “Secondo il New York Times un russo ha venduto segreti fasulli su “Trump” agli Usa. Il prezzo di richiesta era 10 milioni, ma lo ha calato ad un milione per essere pagato in tempo. Spero che la gente veda e capisca cosa sta accadendo. Tutto comincia ad uscire fuori. Prosciugare la palude!”, ha twittato Trump, citando uno dei suoi slogan contro l’establishment. In un successivo Tweet, Trump si è scagliato contro “le false accuse” che rovinano “le vite e le carriere delle persone”.