… E il cavalier Berlusconi pronunciò il fascistissimo “Me ne frego!” (video)

È ora di dirlo: è Benito Mussolini il convitato di pietra di questa campagna elettorale. Lo spirito del Duce aleggia e incombe sulle convention dei partiti, occupa i social, imperversa nei talk-show e sequestra paginate sui giornali. Come se non bastasse, ci si è messo anche il cinema, «l’arma più potente», ad annunciare urbi et orbi il suo ritorno tra ali di folla plaudente. Ed effettivamente è così: Mussolini e il suo regime sono l’unica colonna sonora di questa campagna elettorale senza acuti. Le sinistre li spargono ovunque come il prezzemolo: sul pistolero impavesato di Macerata, sui cortei di CasaPound, sulla pelata di Crosetto, sui gestacci di Salvini e sulla mascella del Cavaliere. Fateci caso, sul Duce si sono avventati un po’ tutti, chi per evocarlo come il male assoluto, chi per invocarlo come l’uomo della Provvidenza. Il motivo? Tutti hanno capito che in questa campagna elettorale il fondatore dell’Impero tira maledettamente. A sinistra per assegnare il premio del più “anti”, a destra per rosicchiare quel poco che manca alla vittoria finale. Persino i Cinquestelle si sono iscritti al revival, seppur a modo loro. Chiedere per conferma ai vari Dibba, Di Maio o alla Lombardi, che non perdono occasione per ostentare i quarti della loro discendenza almirantiana e quindi, per li rami, mussolininana. Ma Er più resta sempre Berlusconi, che con l’imitazione del Duce ci gioca da almeno un quarto di secolo. Figuriamoci se proprio lui poteva restarsene silente nel momento in cui, per dirla con lo stesso Mussolini, «lo spaccio della bestia trionfante aveva i portoni spalancati ed un commercio avviatissimo». E certamente non per caso, in piena assemblea dell‘Ance, ad un giornalista che gli chiedeva lumi sulla sentenza di Strasburgo, quella che dovrebbe riabilitarlo dopo la condanna, ha opposto un sublime e fascistissimo “Me ne frego!”.