Di Maio batte ogni record, nessuno come lui: sbaglia tre congiuntivi di seguito

Mai nessuno come lui. Di Maio e il congiuntivo sono destinati a non incontrarsi mai. Lo sapevamo. Ma sbagliarne tre in un solo post è una media realizzativa da top player. Ha fatto rumore l’ennesimo strafalcione, anzi dovremmo usare il plurale. Presentando la proposta di un patto che impegni tutti i partiti a dimezzare lo stipendio dei parlamentari, Di Maio ha postato su Instagram la foto del foglio con il testo. La foto “Io sottoscritto  mi impegno a far votare […] una legge che dimezza le indennità dei parlamentari e introduce la rendicontazione puntuale dei rimborsi spesa”. L’italiano corretto richiederebbe due congiuntivi, dimezzi e riducaMa nella versione estesa del post Di Maio vule “strafare” e e fa fuori un altro congiuntivo. “Io sono convinto che il voto del 4 marzo parlerà molto chiaro e che il governo del MoVimento 5 Stelle è l’unico possibile per non far ripiombare il Paese nel caos”. Ancora qui un è – indicativo – in luogo del corretto sia. Di Maio prova a scrollarsi di dosso l’inganno dei rimborsi perpetrato dai furbetti del suo partito, ma degli inciampi sulla grammatica sembra proprio non curarsi.

Nonostante le critiche e le irrisioni sui suoi precedenti grammatical L’ex vicepresidente della Camera del Movimento 5 stelle non è nuovo a scivoloni grammaticali. Uno dei più “cliccati” sul web è certamente quello che lo vide protagonista quando dal palco di un comizio organizzato con Grillo e tutto il gotha pentastellato a Nettuno disse testualmente: «Come se domani presentassi venti esposti contro Renzi, lo iscrivessi nel registro degli indagati e verrei in questa piazza e urlerei Renzi è indagato». Verba volant, ok, ma “scripta manet”…