Del Rio denuncia il fascismo di ritorno. Hai visto mai avesse ragione?

Magari ha ragione Del Rio. Che se non è già tornato, forse il fascismo sta proprio tornando. Forse é dietro l’angolo. In attesa di Maurizio Costanzo e di una sua intervista. E forse se ne sta pure inguattato, pronto a manifestarsi in tutta la sua truculenta mascolinità. Si, magari ha ragione Del Rio. E, perciò, bisogna stare attenti. E la politica non può più tacere. E non si può più aspettare né tergiversare. Agire si deve. Subitamente. Tragedia, vergogna, dolore, massacri, disastro, guerra: essendo stato tutto questo cataclisma, ammonisce dalle pagine della Repubblica il sindaco che Renzi ha voluto ministro, come si fa a non accorgersi del pericolo di ritorno? Del fascismo incombente? Ed è quindi ovvio il sollievo: meno male che c’è Del Rio. Meno male che c’è lui a chiamare il pericolo col suo nome. Ad allarmare ed allertare l’Italia intera. Non sarà simpatico come il Riccardo cantato da Gaber, che da solo giocava a biliardo, ma si capisce subito che è un sincero democratico, che sa quel che dice, che nulla c’entra la campagna elettorale. Del resto, nessuno meglio del ministro delle Infrastrutture può comprenderlo, il fascismo di andata. Quello che, appunto, infrastrutturò l’Italia intera, da Bolzano a Trapani. Quello che costruì e restaurò tutto ciò che ancora oggi regge all’usura del tempo, all’offesa dell’uomo e all’incapacità della politica. Città, quartieri, strade, scuole, ospedali, tribunali, caserme, palestre, stadi, palazzi, ponti, ferrovie, stazioni, funivie, fognature, acquedotti, elettrodotti, dighe, canali, porti: tutto funzionale, elegante, efficiente. Beni durevoli per l’intera comunità nazionale. Senza truffe e senza sprechi. Fu il fascismo di andata. Per quello di ritorno, aspettiamo. Magari ha ragione Del Rio.