«Dateci la ricarica telefonica»: migranti in rivolta nel centro d’accoglienza

Tensioni in un centro di accoglienza di Roma, dove circa 200 migranti hanno inscenato una rivolta perché non avevano ricevuto la ricarica telefonica. Per protesta gli ospiti della struttura, un ex albergo, si sono radunati nel cortile. Per far rientrare la situazione sono stati necessari l’intervento delle forze dell’ordine e le rassicurazioni dei responsabili del centro sul fatto che le ricariche sarebbero arrivate presto.

Le tensioni in uno dei centr d’accoglienza di Roma

Il centro d’accoglienza teatro delle barricate per i telefonini è quello di largo Tommaso Perassi, all’Aurelio. La scintilla è stata il mancato pagamento del “pocket money”, una specie di diaria che i responsabili della cooperativa che gestisce il centro distribuiscono ai migranti che vi sono ospitati e all’interno della quale sono previste anche le ricariche telefoniche.

Le pretese dei migranti: dalla ricarica telefonica a Sky

Non è la prima volta che i migranti ospitati in Italia protestano pretendendo soldi, ricariche telefoniche o abbonamenti alla pay tv. Solo per citare alcuni dei casi più recenti, è successo ad Arezzo e Pisa, dove volevano soldi invece dei pasti; in provincia di Mantova, dove la pretesa era quella di avere la tv a pagamento per vedere il calcio; a Camaiore, dove la rivolta è scoppiata perché gli operatori avevano osato ritirare la “tessera spesa”, dopo aver scoperto che i migranti, invece di usarla per beni di prima necessità, l’avevano usata per comprare pc, telefonini e alcol.