Dal Congo al Sudan: l’Africa è ormai solo un immenso campo profughi

L’Unhcr, l’Agenzia Onu per i Rifugiati, è preoccupata per la recente escalation di violenze nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo (RDC), che sta spingendo una grande quantità di congolesi a spostarsi verso est nei confinanti Burundi, Tanzania e Uganda. Migliaia di bambini, donne e uomini hanno lasciato le proprie case nel mezzo delle operazioni militari contro i gruppi armati Mai Mai nella provincia di South Kivu. Dalla scorsa settimana quasi 7.000 persone hanno attraversato il confine con il vicino Burundi e altri 1.200 verso la Tanzania. Si stima che molti altri si trovino in condizioni difficili nel South Kivu, senza un rifugio e senza cibo. I rifugiati intervistati – riferisce l’Unhcr – riferiscono di essere fuggiti dall’arruolamento forzato, dalle violenze dirette e da altri abusi da parte dei gruppi armati. Altri dicono di essere fuggiti in vista delle operazioni militari e perché spaventati. È estremamente necessario che sia assicurato un passaggio sicuro per le persone in fuga dalle violenze e che venga facilitato l’accesso degli aiuti umanitari agli sfollati interni. Inoltre si apprende che sono 800.000 i rifugiati provenienti dal Sud Sudan che attualmente vivono in Sudan. A fornire le cifre aggiornate è Noriko Yoshida, rappresentante dell’Unhcr nel corso di un forum a Khartoum. Il vicepresidente del Sudan, Hassabo Mohamed Abdul-Rahman, ha rinnovato l’impegno del Paese nel garantire accoglienza e sostegno ai rifugiati. Ha, però, chiesto modifiche nel processo di stanziamento dei fondi garantito dall’Onu e dai paesi che contribuiscono garantendo risorse. “Vogliamo che i fondi vadano soprattutto ai rifugiati e alle comunità che li ospitano, non alle organizzazioni amministrative”, ha detto.