Da Calenda stop al “tavolo per Roma”: «La Raggi? Mix di arroganza e incompetenza»

Il ministro Carlo Calenda sbaracca il tavolo su Roma da lui allestito su pressione dei sindacati. Lo ha fatto, come ha spiegato il titolare dello Sviluppo economico, perché costretto dal «combinato disposto di incompetenza e arroganza» della sindaca Virginia Raggi. Alla fine ha dovuto alzare le braccia anche «per evitare di continuare a sprecare tempo e risorse».

Calenda: «Dal Campidoglio richieste stravaganti»

Calenda sa fin troppo bene che la sua decisione finirà per esporlo alle critiche del M5S, che potrebbero accusarlo di aver manovrato per boicottare la giunta retta dalla Raggi. Per questo, in una nota, ha tenuto a precisare di aver «più volte dichiarato che i problemi di Roma vengono da lontano e che non sono imputabili all’attuale amministrazione». Il ministro ha però rivendicato il lavoro fin qui svolto dal “tavolo”. « Il Mise – ha ricordato Calenda – ha dedicato un team di 20 persone per seguire i progetti del tavolo di lavoro. Dopo mesi scanditi da una totale assenza della sindaca e da proposte a dir poco stravaganti e richieste assurde formulate anche sulla base di errori di aritmetica, mi pare che non ci sia più alcun senso nel continuare questo lavoro».

«Forse la “sindaca” non ha bisogno di aiuto»

Il motivo che ha innescato la rottura istituzionale è stato, come ha rivelato lo stesso Calenda, l’invito da lui rivolto alla Raggi ad incontrare il presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti, ricevendone in cambio un ostile silenzi. Un silenzio che ha fugato ogni dubbio al ministro circa la necessità di cambiare strada e chiudere il tavolo per «evitare di continuare a sprecare tempo e risorse».  È evidente, ha detto ancora il ministro, che la Raggi non pensa di aver bisogno di aiuto. «Speriamo – ne ha concluso – per la città che sia così». Nel frattempo, ha fatto sapere, governo e Regione manderanno avanti i progetti per Roma «che non dipendono dalla collaborazione con questa amministrazione».