Culle vuote, Italia sempre più vecchia. Istat: minimo storico di nascite

Italia sempre più vecchia. La popolazione è ancora in calo di 100mila persone con un nuovo minimo storico di nascite. Cresce invece l’immigrazione, con il numero di stranieri più elevato degli ultimi 5 anni (+ 12%). È questa la drammatica fotografia scattata dall’Istat nel bilancio demografico 2017. Secondo i dati forniti dall’istituto, la popolazione residente al 1 gennaio 2018 scende a 60 milioni 494mila, segnando una diminuzione dell’1,6 per mille rispetto all’anno precedente. Inoltre nel 2017 si é registrato un nuovo minimo storico per le nascite, che hanno toccato il picco del -2% rispetto al 2016, con solo 464mila nuovi nati.  Il record di fecondità spetta alla Provincia di Bolzano, seguita dalla quella di Trento, dalla Valle d’Aosta e dalla Lombardia. L’età media della popolazione ha superato i 45 anni e il 22,6% ne ha almeno 65.

Record negativo di nascite

I decessi, invece, sono aumentati del 5,1 per cento rispetto al 2016 raggiungeno 647mila morti, una cifra vicina al record del 2015, quando si è registrato il maggior numero di morti dalla fine della Seconda guerra mondiale. Il saldo naturale (il rapporto cioè tra numero di nuovi nati iscritti all’anagrafe e i numeri cancellati per decesso) della popolazione nel 2017 è dunque negativo (-183mila) e registra un nuovo minimo storico. Nonostante un livello inferiore di nascite, sottolinea l’Istituto, il numero medio di figli per donna (1,34) risulta invariato rispetto all’anno precedente. L’età media al parto sale a 31,8 anni. Aumentano le immigrazioni, pari a 337mila persone (+12%) mentre diminuiscono le emigrazioni, 153mila (-2,6% ). L’Italia, aggiunge l’Istat è uscita «dalla fase di diminuzione che aveva contraddistinto la dinamica migratoria» durante la crisi segnando nel 2017 «il più elevato numero d’ingressi dell’ultimo quinquennio».