Panel test, così si sta tentando di distruggere l’olio extra vergine italiano

Il mondo degli olivicoltori italiani si schiera in difesa del panel test, il metodo per classificare l’olio d’oliva e riconoscere quindi l’extra vergine di qualità, che rischia di essere abolito a livello europeo in seno al Coi, Consiglio Oleicolo Internazionale. Una questione di cui si occuperà una riunione del Coi convocata il 19 e il 20 febbraio a Madrid. Le associazioni di coltivatori sono molto preoccupate e lanciano l’allarme. A parlare di “attentato” all’olio extravergine di oliva italiano è il Cno, laddove Unaprol parla di “follia”. “È in corso un attentato all’olio extravergine d’oliva italiano e alla salute dei consumatori di tutto il mondo: ci opporremo in tutte le sedi e in ogni modo a chi mira a distruggere l’olivicoltura” sostiene il presidente del Consorzio Nazionale degli Olivicoltori, Gennaro Sicolo, a seguito delle ultime discussioni a livello internazionale sul futuro dell’olivicoltura. Per cercare un avallo scientifico a questa operazione è in circolazione un questionario per chiedere ad esperti e consulenti se l’abolizione del panel test possa in qualche modo favorire gli scambi commerciali. La proposta, avanzata principalmente dalla Spagna, spalancherebbe le porte in maniera definitiva a frodi e contraffazioni, in barba a qualsiasi politica di difesa della produzione nazionale. “L’Italia deve reagire in maniera unitaria a tutti i livelli, – raccomanda Sicolo – sia politicamente sia attraverso il mondo associativo, per evitare questa catastrofe, per salvare la sua storia e per tutelare la salute dei consumatori” sottolinea Sicolo. “L’idea del Consiglio Oleicolo Internazionale di proporre l’abolizione del panel test per la classificazione degli oli è una follia che va esattamente nella direzione opposta rispetto allo sviluppo della qualità nel settore olivicolo” osserva David Granieri, presidente di Unaprol. “Si tratta infatti di uno strumento unico, su cui l’Italia ha investito per prima intuendone importanza e potenzialità, – spiega Granieri – che rappresenta un pilastro imprescindibile nel processo di tutela di produttori e consumatori. Abolire il panel test significherebbe non solo spianare la strada a truffe e inganni, ma anche distruggere parte integrante della storia e della cultura di un prodotto simbolo del made in Italy. Tutto ciò è assolutamente inaccettabile e avrebbe conseguenze disastrose per la nostra olivicoltura”. “Per questo è necessaria una mobilitazione che veda scendere il campo la politica al fianco del mondo associativo per una battaglia che non ci possiamo permettere di perdere. Non solo. In un’ottica di valorizzazione della distintività e della qualità auspichiamo con decisione anche l’estensione del sistema Sian a livello europeo” conclude Granieri.