“Contrordine, compagni: le foibe sono esistite”: la sinistra ora ammette

Sorpresa, dopo oltre settant’anni di silenzio e di negazionismo, ora la sinistra ammette, coi suoi massimi esponenti, anche di governo, l’esistenza delle foibe. “I cori che si sono sentiti inneggiare alle foibe sono scandalosi, calpestano morti innocenti e tradiscono gli ideali della Resistenza”. Lo ha affermato la presidente del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani, che oggi ha partecipato alle celebrazioni del Giorno del Ricordo alla Foiba di Basovizza, commentando quanto avvenuto a Macerata, dove sono stati intonati inni in favore delle foibe. Per Serracchiani “è agghiacciante che, proprio nel Giorno del Ricordo, qualcuno abbia il coraggio di esibire approvazione per un massacro. L’antifascismo su cui si fonda la nostra Repubblica è democrazia e tolleranza, non violenza cieca e furore ideologico”. “Da presidente di una Regione che ha sofferto in carne e sangue la tragedia delle foibe e dell’esodo – ha sottolineato Serracchiani – condanno fermamente queste manifestazioni incompatibili con i principi della Costituzione”. Persino il presidente dei deputati Pd Ettore Rosato è andato a rendere omaggio agli infoibati dai comunisti titini:  “Il 10 febbraio, Giorno del Ricordo, lo celebro al monumento nazionale di Basovizza. Simbolo tra i luoghi che ricordano il dramma delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata. Ci sono voluti diversi anni prima che questa pagina atroce della storia uscisse dall’oblio: solo nel 2004 il Parlamento italiano, con voto quasi unanime, fece finalmente giustizia a tante vittime innocenti. Bello vedere alla cerimonia di oggi molti giovani, studenti da tutta Italia. È bene trasmettere a loro, generazione del futuro, la memoria di questi eventi”. Anche il ministro della Difesa Roberta Pinotti costretta a scendere in campo per la verità: “Oggi ricordiamo le vittime delle foibe e l’esodo forzato delle popolazioni istriane, fiumane, dalmate e giuliane: un eccidio pianificato su base etnica, la conseguenza nefasta di nazionalismi estremi ed ideologie totalitarie. Italia ed Europa non dimentichino”. Questa mattina inoltre a Seravezza (Lucca) Cosimo Maria Ferri, sottosegretario alla Giustizia, ha partecipato al convegno “Il confine orientale italiano tra conflitti, tragedie ed esodi”. Una celebrazione del Giorno del Ricordo all’insegna della solennità e della condivisione, che si è svolta al Teatro Scuderie Granducali. Ferri, a margine dell’incontro, ha dichiarato: “Non possiamo dimenticare. E’ anzi necessario coltivare e tramandare la memoria, soprattutto tra i giovani, coloro che più degli altri devono sfidare il futuro senza dimenticare il passato”.  Per il sottosegretario di Stato alla Difesa Domenico Rossi ”testimoniare la memoria per impedire il ripetersi di orrori che sono parte incancellabile della nostra storia nazionale”. “È nostro dovere non dimenticare. La memoria deve sempre vincere sull’oblio, deve essere questo il senso più profondo di questa giornata. Una tragedia che fu frutto di quell’odio etnico di cui dobbiamo evitare il ripetersi. Sono rimasti pochissimi i testimoni diretti di quella violenza ingiustificata, il nostro compito è di tramandare la loro memoria soprattutto ai giovani”, conclude Rossi che domani sarà a Faedis in provincia di Udine per il 73° anniversario dell’eccidio delle malghe di Porzus, in cui i partigiani rossi massacracrono i partigiani bianchi.

Ma oggi che tutti celebrano il Giorno del Ricordo, qualcuno ha dimenticato che la decisiione non fu unanime: ”Il governo Berlusconi nel 2004 ha istituito il Giorno del Ricordo per non dimenticare gli italiani uccisi nelle foibe e le sofferenze patite dalle migliaia di connazionali costretti all’esodo. Peccato, che votarono contro Pisapia, Rizzo, Vendola…”. Lo scrive su Twitter Elio Vito, deputato di Forza Italia e responsabile della Consulta sicurezza del partito azzurro.