Condono edilizio: è polemica sull’idea di Berlusconi. Anche Salvini dice no

Consentire un «abusivismo di necessità, solo se si restringe con il massimo rigore il concetto di necessità», è possibile. Lo ha questa mattina detto Silvio Berlusconi a Radio24, in merito all’idea di un condono edilizio per la flat tax. Non appena le agenzie hanno diffuso la notizia, sono partite le critiche da parte di esponenti di vari schieramenti politici, dal Pd al M5S.

Tra le voci in dissenso anche quella di Salvini. Così il leader della Lega prende le distanze dall’idea lanciata dal Cavaliere: «Rilanciare l’edilizia è fondamentale, togliendo burocrazia e tagliando tasse folli come l’Imu su capannoni e negozi sfitti. Bisogna anche bloccare le aste giudiziarie al ribasso, che falsano il mercato. Ma dico no, dico fortemente no, a ogni ipotesi di condono per abusi edilizi: il nostro territorio è già troppo cementificato, occorre abbattere tutte le costruzioni abusive, a partire dalle zone più a rischio».

Ma ecco che cosa esattamente ha detto Berlusconi: «Chi apre un’attività non deve aspettare anni per le licenze, ma dichiarare l’inizio attività assumendo la responsabilità di rispettare le leggi urbanistiche e sanitarie . Ex post arriverà un controllo che, nel caso ci siano, assegnerà tempo per sanare le irregolarità. Questo è qualcosa per raggiungere una pace sociale tra cittadini e fisco che non c’è». Berlusconi ha poi sottolineato: «Oggi l’edilizia è bloccata dalle imposte sulle case del governo Monti, oltre a questo ci sono tante altre situazioni che hanno reso davvero complicata la costruzione e la vendita di case».