Comandano loro: a Parma paziente islamica fa spostare dalla stanza un’italiana

La vecchietta aveva accanto a sé il figlio, un ragazzo tranquillo, educato. Con un problema, però: uomo. Incompatibile, secondo la mamma della paziente accanto al letto dell’ospedale, con la religione islamica. Sapete com’è andata a finire? La paziente italiana è stata trasferita in altro reparto, l’islamica è rimasta. E accaduto nel reparto “maxillo-facciale” del Maggiore di Parma dove una donna di 89 anni, come riporta la Gazzetta di Parma, ha dovuto cambiare letto perché la vicina, di religione islamica, non tollerava la presenza in camera di un uomo, il figlio dell’89enne lì per assistere proprio la madre.
«La signora albanese ci ha detto che non poteva rimanere di notte in camera con un uomo – spiega la figlia della paziente al quotidiano – e che quindi si doveva trovare una soluzione». Alla fine ha avuto ragione lei: la donna albanese è stata accontentata ed è rimasta per altre due notti in stanza da sola mentre c’erano pazienti anche in corridoio. La direzione dell’azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma per ora ha scelto di non commentare la vicenda ma il caso è clamoroso, al punto che la Lega Nord è intervenuta con un’interrogazione in Consiglio regionale.

L’ospedale ha poi fatto sapere che il trasferimento della signora nella stanza a fianco non è stato imposto ai familiari della signora, ma è stato eseguito insieme a loro. «Il trasferimento – ribadisce in ogni caso il professor Enrico Sesenna, direttore della Chirurgia Maxillo Facciale – è stato concordato dall’equipe e veniva incontro alle rispettive esigenze. Ci sembra del tutto ragionevole – conclude il primario – mantenere un clima sereno e collaborativo da parte di tutti, in special modo quando questo non causa disagi ai pazienti e ai loro congiunti». Deciso insieme all’albanese, ma non insieme alla paziente italiana…