Boris Johnson agli inglesi: “La Brexit rappresenta la speranza, non la paura”

mercoledì 14 febbraio 17:19 - di Antonio Pannullo

Il ministro degli Esteri britannico Boris Johnson avverte che i 17,4 milioni di persone che hanno votato per lasciare l’Ue subiranno un tradimento disastroso e irreversibile se i tentativi di rovesciare il legittimo voto referendario avranno successo. “Non possiamo e non lasceremo che accada”, dice Johnson nel primo di una serie di interventi dei ministri del governo che tracceranno la strada per la Brexit del governo. “La Brexit dovrebbe fornire speranza, non paura”. Johnson sostiene che “alcune persone stiano diventando sempre più determinate a fermare la Brexit, a invertire il voto referendario del 23 giugno 2016 e a frustrare la volontà della gente. Credo che sarebbe un errore disastroso”. Tuttavia, riconosce che lasciare la Ue sarà un successo solo se il governo si rivolgerà direttamente a coloro che hanno ansie e li rassicurerà. Johnson ritiene che la Brexit potrebbe spalancare la porta a una Gran Bretagna aperta, liberale e globale. Un grave errore del passato nel Regtno Unito era che le voci pro-Ue troppo spesso ignorassero coloro che si opponevano all’appartenenza al blocco europeo. E Theresa May, dice il ministro, punta a rendere più chiara la strada verso la Brexit. Il segretario agli esteri insiste sul fatto che sarebbe “intollerabile” e “antidemocratico” che i cittadini britannici abbiano leggi imposte dall’estero quando non hanno il potere di eleggere o rimuovere quelli che prendono queste decisioni. A coloro che si preoccupano di uscire dall’unione doganale o dal mercato unico, Johnson ricorda che i vantaggi economici dell’adesione non sono affatto inconfutabili, come talvolta si afferma. “È solo riprendendo il controllo del nostro quadro normativo e dei nostri programmi tariffari che possiamo fare questi accordi e sfruttare i cambiamenti nell’economia mondiale, dice Johnson, secondo il quale i cittadini britannici dopo la Brexit dovrebbero “avere la libertà di ritirarsi in Spagna, lavorare all’estero, innamorarsi degli stranieri con la stessa facilità di adesso”. “Saremmo matti – ha detto ancora – se dall’uscita dalla Ue non approfittassimo delle libertà economiche che porterà”. “Solo riprendendo il controllo delle nostre leggi le imprese e gli imprenditori del Regno Unito avranno la libertà di innovare, senza il rischio di dover rispettare una direttiva elaborata da Bruxelles, su sollecitazione di qualche gruppo di pressione”. Johnson ha aggiunto che il governo del Regno Unito sarebbe irresponsabile se si impegnasse ad avere allineamento normativo in settori emergenti come l’intelligenza artificiale o la robotica o la bioscienza, dove il Regno Unito “potrebbe voler fare le cose in modo diverso”. Insomma, ricorda Johnson, “in un mercato globale, dove stiamo commerciando in prodotti che non erano stati concepiti nemmeno cinque anni fa, al servizio di mercati che erano colpiti dalla povertà solo 20 anni fa, sembra assurdo che il Regno Unito debba rimanere legato alle minuziose prescrizioni di un blocco commerciale di parte”.

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