Bombe turche su truppe del governo siriano. L’Isis spara su Damasco

Prosegue l’aggressione turca in Siria: le Forze armate turche hanno bombardato un convoglio di 30-40 mezzi nei pressi di Afrin, enclave curda nel nordovest della Siria, durante l’operazione Ramoscello d’ulivo in corso nella regione. In un comunicato diffuso stamani lo Stato Maggiore turco precisa che il convoglio è stato intercettato ieri a circa 15 km a sudest di Afrin. I mezzi, secondo la versione di Ankara, trasportavano munizioni e armi dei miliziani curdi delle Ypg, che Ankara considera “terroristi” alla stregua del Pkk e dell’Isis. “Durante l’operazione sono stati colpiti solo il convoglio Pkk/Pyd-Ypg ed elementi del gruppo terroristico Isis”, afferma la nota dei militari turchi. Intanto una persona è morta e almeno 15 sono rimaste ferite da un razzo caduto nel quartiere di Rukn al-Din, nella zona nord-ovest di Damasco. Lo ha riferito l’agenzia di stampa ufficiale Sana, citando una fonte della polizia della capitale siriana. Secondo la fonte, l’attacco è partito dalla Ghouta orientale, sobborgo a est di Damasco in mano ai ribelli dove da domenica avrebbero perso la vita oltre quattrocento persone a causa dei terroristi che utilizzano i civili come scudi umani. Sempre stando alla fonte, i gruppi ribelli nella Ghouta hanno sparato colpi di mortaio e razzi anche contro i quartieri di Barzeh, Mezzeh, al-Joura e al-Qaboun, causando danni materiali a edifici. La Sana ha spiegato che l’esercito ha risposto all’attacco bombardando le aree da dove sono partiti i razzi e “infliggendo perdite ai gruppi armati”. La Turchia prevede che la prossima fase dell’operazione ad Afrin proceda con maggiore rapidità dal momento che le alture strategiche della regione sono state per lo più “ripulite” dalla presenza dei “terroristi”. Lo ha affermato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa ufficiale turca Anadolu. Dall’avvio dell’operazione militare turca nella regione di Afrin, un’area di 415 km quadrati è stata “liberata” dalla presenza del Pkk, dei miliziani curdi siriani delle Ypg e dell’Is, ha sostenuto Erdogan in un discorso ai responsabili provinciali del partito Akp riuniti ad Ankara. Erdogan ha anche confermato il bilancio delle operazioni diffuso stamani dallo Stato Maggiore turco che parla di 1.873 “terroristi neutralizzati” dall’avvio dell’operazione, scattata il 20 gennaio scorso.