Bologna, l’antifascismo in piazza? Serve agli “spot elettorali” di Pd e M5S

Sono scesi in piazza, ufficialmente, per manifestare contro il fascismo. Ma la manifestazione di Bologna, scandita dalle note di Bella Ciao, in una piazza Maggiore che certo non si poteva definire colma, è diventata per le forze politiche presenti l’ennesima occasione per fare dell’antifascismo un argomento per cercare di racimolare qualche voto in più.

L’antifascismo usato per raggranellare voti

Numerosi erano i volti noti a testimoniare la presenza dei partiti in corsa per il 4 marzo: Gianni Cuperlo, Vasco Errani, Francesco Critelli, Sandra Zampa, il consigliere comunale M5s Massimo Bugani e Paolo Calvano, segretario del Pd Emilia-Romagna. E mentre Cuperlo lanciava un appello a non dividere le piazze, perché «quando si evocano le ragioni dell’antifascismo in un Paese che ha la nostra storia, l’errore più grave che si può commettere è dividere questo fronte», sono stati proprio Bugnani e Calvano a dare una rappresentazione plastica di quale fosse lo spirito con cui le forze politiche si sono date appuntamento a piazza Maggiore. I due, in due diverse dichiarazioni video, hanno dato vita a una sorta di intervista doppia all’insegna del “Noi siamo più antifascisti di loro: votate noi”.

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