Bertolaso, sfogo dopo l’assoluzione: «Noi davamo un tetto a chi lo perdeva, poi…»

E venne il giorno del risarcimento morale. «Perché nessuno, in questo benedetto Paese, può pensare che uno faccia il proprio mestiere solo perché vuole bene all’Italia e non certo per fini politici?. E quei giornali che ne hanno approfittato forse oggi dovrebbero chiedere scusa, non tanto a me quanto agli italiani: perché attaccando me hanno demolito un sistema che funzionava benissimo, tutelava e dava sicurezza agli italiani”. Lo scrive Guido Bertolaso – assolto dopo otto anni “perché il fatto non sussiste” per gli appalti del G8- in una lettera pubblicata sul quotidiano ‘Il Tempo’. Bertolaso si toglie più di una sassolino dalla scarpa. «Un uomo per bene», titola a tutta pagina il quotidiano. Sono stato “massacrato “, sottolinea Bertolaso che non risparmia frecciate velenose a quei quotidiani che lo hanno definito anche «un rischio politico». «Dovrebbero provare vergogna per avere attaccato la mia famiglia», scrive Bertolaso.

«Colpendo me, hanno distrutto la Protezioni civile»

L’ex capo della Protezione Civile sottolinea poi in un’intervista al quotidiano ‘Il Corriere della Sera’ che «questa sentenza clamorosa cancella le storie che mi hanno distrutto, i massaggi, l’affitto della casa pagato con i soldi di Anemone. Colpendo me, hanno distrutto il sistema della Protezione civile, l’orgoglio del Paese, invidiato da tutto il mondo. Noi davamo un tetto a chi lo perdeva“. Sul suo profilo Fb e sui social si stanno moltiplicando gli attestati di solidarietà per Bertolaso. Molti quotidiani stanno ricevendo lettere dai lettori che chiedono pubbliche scuse per l’ex numero uno della Protezione civile. Addirittura il sito Affari italiani si chiede perché non sia Mattarella in persona a chiamare Bertolaso. Il fatto non sussiste nostante la richiesta di prescrizione. «Questo vale come una doppia assoluzione. Grazie alla mia famiglia e a chi mi è stato vicino in questi otto anni. Sono innocente. Come ho sempre dichiarato».