Berlusconi: «Rimedieremo alle ingiustizie della Fornero, c’è l’intesa»

È stata solo una pausa comunicativa, Silvio Berlusconi da lunedì è pronto e determinatissimo a tornare in pista per il rush elettorale. Archiviata la fatica per la difficile composizione delle liste, dai microfoni di Radio anch’io l’ex premier fa il punto e si dice convinto della vittoria escludendo la necessità di governi di larghe intese. «Io credo che non ci sarà bisogno di nessuna convergenza, né con i Cinquestelle, né con altri, perché i sondaggi e l’affetto che sento in giro mi fanno ritenere certo il successo del centrodestra».

Berlusconi: le larghe intese non serviranno

L’alleanza di centrodestra è solida, non è un cartello improvvisato – continua il leader di Forza Italia –  «certo, non siamo un partito unico, siamo alleati, ed è naturale che ci siano delle differenze, ma abbiamo condiviso un programma comune sul quale siamo tutti impegnati e in cui tutti crediamo». Anche sui presunti distinguo a proposito della legge  Fornero smentisce le divergenze. «Rimedieremo alle ingiustizie della legge Fornero senza mettere in pericolo la sostenibilità del sistema pensionistico. A me poco appassiona fare distinzioni sulle parole», dice rivolgendosi a Salvini senza nominarlo, «c’è chi ha parlato di azzeramento e chi, come me, di superamento della legge. Rimedieremo alle ingiustizie riscrivendo la legge o modificando la legge esistente, ma questo è un problema dei giuristi». Ma è sui rischi di una vittoria dei grillini che  concentra la sua massima attenzione. «Gli  italiani non sceglieranno il salto nel vuoto, non li voteranno. Sono sicuro che il popolo italiano è saggio e responsabile e che nella cabina elettorale voterà per noi». È il ribellismo e l’approssimazione dei pentastellati a impensierire i partner europei, non certo la Lega: «Ho trovato in Europa una grande cordialità personale e vivo interesse per la situazione del nostro Paese – spiega Berlusconi reduce dal successo della trasferta a Bruxelles –  i leader europei sono davvero preoccupati per l’Italia ma non è certo la Lega a preoccuparli, ma l’ipotesi che il nostro Paese cada in mano a una forza politica ribellista, pauperista e giustizialista come M5S. «In caso di vittoria il centrodestra  garantirà cinque anni di stabilità al nostro Paese, «il nostro governo sarà europeista, lavoreremo per costruire un’Ue diversa, più vicina a quella dei padri fondatori e finalmente capace di avere un’unica politica estera e di difesa».

«Pirozzi deve ritirarsi o farà vincere la sinistra»

Infine una finestra sulle regionali del Lazio dove il centrodestra ha  schierato il manager Stefano Parisi. «Il signor Pirozzi – taglia corto – si è candidato da solo, senza consultarsi e discuterne con nessuno. Non ha chiesto un colloquio. Rispetto le sue scelte, ma temo che abbiano come unico effetto quello di dare una possibilità in più di vittoria alla sinistra se lui resta ancora in campo».