Berlusconi: «Nessun rischio tradimento, abbiamo patti scritti»

La tenuta della coalizione, la competizione interna, il nome del premier. Intervistato da 6 su Radio 1, Silvio Berlusconi ha affrontato i temi delle presunte criticità all’interno del centrodestra, dimostrando ancora una volta che il rapporto tra alleati è solido e non soggetto a sorprese. «Abbiamo patti scritti, ma soprattutto – ha spiegato il leader di Forza Italia – abbiamo alleati con cui abbiamo collaborato molti anni, che hanno sempre dimostrato una vera lealtà sia nei momenti positivi che in quelli negativi». «Io mi fido di loro e sappiamo tutti – ha aggiunto – che non c’è altra strada che quella di liberarci dall’eccessiva oppressione fiscale per far ripartire l’Italia. È una sfida che siamo certi di vincere».

Il centrodestra: programma condiviso, alleanza solida

«Ho iniziato a preparare il programma un anno fa, l’hanno visto i leader della coalizione 5 mesi fa. Sono andato avanti accettando le osservazioni, poi l’abbiamo messo sul tavolo di tutti gli esperti, i tecnici, gli economisti ed è venuto fuori un programma, firmato articolo per articolo da tutti i leader della coalizione», ha ricordato il Cav, fugando ogni dubbio su possibili divisioni all’interno della coalizione. «In passato siamo stati costretti a subire dagli alleati delle forzature, perché non credevano nei programmi e nel progetto. Avrei potuto allora applicare il taglio alle imposte mettendo tutti gli alleati di fronte a un’alternativa dura, cioè tra sostenere la mia proposta o far cadere il governo ed è accaduto anche quando ho proposto la riforma della giustizia di cui c’era e c’è ancora così tanto bisogno», ha sottolineato ancora il leader azzurro, ribadendo che oggi la situazione è diversa e tra alleati esiste un clima di piena fiducia. L’auspicio, quindi, non può che essere che tutti i partiti del centrodestra abbiano una buona affermazione. «Mi preoccuperei se la Lega non avesse un buon risultato, perché questo non farebbe assolutamente bene alla nostra coalizione. Sono certo che la Lega – ha chiosato il Cavaliere – darà un contributo importante alla nostra vittoria».

Berlusconi mantiene il riserbo sul candidato premier

Poi il tormentone candidato premier di Forza Italia. «Sono vincolato da lui, per l’altissima carica che ricopre, a fare il nome soltanto quando lui me ne darà l’autorizzazione», ha detto ancora una volta Berlusconi, lasciando intendere sempre di più che l’ipotesi sia Antonio Tajani. «Sarebbe un candidato eccellente, perché l’Italia oggi non conta più niente in Europa e nel mondo. Con lui conterebbe moltissimo perché è il Presidente dell’istituzione europea eletta direttamente dai cittadini europei, quindi la più importante, ed è considerato da tutti anche da parlamentari della sinistra, come il miglior presidente che ci sia mai stato dell’Assemblea europea. Questo inorgoglisce noi anche perché ricordo – ha concluso Berlusconi – che lui è stato uno dei cinque fondatori di Forza Italia nel ’94».