Berlusconi: «La Madia addolcisce gli infermieri con una mancia pre elettorale»

Un governo del presidente «non si può fare perché non esistono le condizioni. Non possiamo governare con forze che hanno idee, programmi e valori completamente diverso dai nostri. Siamo agli opposti. Ci siamo impegnati a non far vita a una grande coalizione con nessuno». Silvio Berlusconi, ospite di Matrix su Canale 5 spiega che «la sinistra non ha alcuna possibilità di raggiungere il 40% necessario per ottenere la maggioranza in Parlamento. Solo il polo di centrodestra può arrivare al 40%».  E annuncia che «è già pronto il decreto» che farà ripartire l’Italia con la vittoria del centrodestra, con «la defiscalizzazione e la decontribuzione totale per chi assume giovani, per i primi sei anni». Poi la stoccata contro il ministro Marianna Madia che a nove giorni dal voto ha firmato il nuovo contratto del comparto Sanità: «È stato un regalino, una mancia pre-elettorale a 440mila infermieri».

Berlusconi: «Senza governo stabile speculazione su Italia»

Alla domanda di Nicola Porro se teme la reazione dei mercati finanziari alle elezioni del 4 marzo ha poi risposto: «Se gli italiani non dovessero dar vita a una maggioranza e a un governo stabili in grado di governare bene per i prossimi cinque anni, ci saranno sicuramente delle speculazioni su di noi». Berlusconi ha ribadito di «non essere assolutamente d’accordo quando le istituzioni entrano nei fatti dei diversi Paesi sotto elezioni» ma ha anche preso atto che il presidente della Commissione Juncker “ha chiarito” la sua posizione.  In un’intervista al Dubbio ha anche puntualizzato: «Mi sembra molto difficile» la possibilità di cambiare la legge elettorale. «In questo Parlamento abbiamo raggiungo il migliore compromesso possibile fra le visioni delle diverse forze politiche. Non vedo come nel prossimo, per di più in assenza di una maggioranza, si potrebbe fare di meglio. In ogni caso, prima di parlare di cambiamenti alla legge elettorale, forse è il caso di provarla e di vedere come funziona, anche perché non fa bene alla democrazia cambiare le leggi elettorali troppo spesso».