Berlusconi: «Il nome del futuro premier è “top secret”, ma Salvini sa chi è»

A luci ormai spente sui sondaggi e in assenza di duelli televisivi, a ricordare che siamo in campagna elettorale provvedono unicamente i soliloqui dei leader. Ognuno dei quali parla più per fidelizzare i suoi che per convincere quelli degli altri. E al centrodestra, che vede la vittoria a portata di mano, va bene così. Berlusconi ne è convinto più di tutti, anche se per scaramanzia ha annunciato che lascerà addobbato fino alle elezioni l’albero di Natale della sua casa di Arcore: «Rimarrà almeno fino al 5 marzo – ha detto in un’intervista all’emittente pugliese TeleRama -. Ho pensato che possiamo cambiargli nome e chiamarlo l’Albero della Libertà…».

Berlusconi: «Vedo bene i leader alleati nel governo»

Con la vittoria elettorale a un passo (i sondaggi lo indicano in maniera pressoché concorde), Berlusconi non si sottrae a disegnare una parte del possibile governo della coalizione. Il Cavaliere è convinto non solo del successo dell’alleanza ma anche del fatto che Forza Italia abbia anche già battuto la concorrenza di Matteo Salvini e di Giorgia Meloni nella sfida per l’indicazione del futuro premier. Tanto è vero che all’intervistatore ha rivelato di vederli entrambi nella squadra di governo, uno all’Interno (ma Salvini ha subito replicato dicendo che chi vota per lui è perché lo vuole premier) e l’altra al Welfare. Di più: ha risposto affermativamente alla domanda se il leader leghista già conoscesse l’identità, per ora top secret, del premier in pectore: «Sì, Salvini conosce il nome scelto», sono state le sue parole.

Su Equitalia: «Va chiusa e le sue cartelle rottamate»

Nel frattempo, ci pensa lui a mettere bene in chiaro l’azione le prime mosse che il centrodestra farà se dovesse raggiungere la maggioranza e formare l’esecutivo. Il tema dolente è sempre il fisco con il suo carico di contenzioso che la crisi di questi anni ha reso una montagna insuperabile per milioni di italiani. «Equitalia va chiusa», ha annunciato in proposito Berlusconi. E alla domanda se questo significasse la rottamazione di tutte le cartelle, il Cavaliere ha risposto senza esitazione: «Assolutamente sì».