Arrivano i primi danni dei “no vax”: due morti a gennaio e 164 casi di morbillo

venerdì 23 febbraio 13:40 - DI Fortunata Cerri

Arrivano i primi risultati negativi della campagna di alcuni gruppi politici nel segno del “no vax“: in Italia sono aumentati i casi di morbillo. La conferma è arrivata direttamente dall’Istituto superiore di sanità. «A gennaio sono stati segnalati 164 casi di morbillo in 12 Regioni, inclusi due decessi. Oltre l’80% dei casi è stato segnalato da quattro Regioni: Sicilia, Lazio, Calabria e Liguria». La Sicilia “ha riportato l’incidenza più elevata”, recita il rapporto mensile, che riporta i risultati del Sistema di sorveglianza integrata del morbillo e della rosolia. L’età media dei casi è di 25 anni, con pazienti che vanno dai due giorni ai 62 anni. Il 93% dei casi, fa sapere l’Iss, era non vaccinato o vaccinato con una sola dose. Sono stati segnalati 14 casi tra bambini con meno di 1 anno di età. In totale il 40% dei pazienti ha sviluppato almeno una complicanza, mentre oltre la metà è stato ricoverato. Sono stati segnalati 12 casi di polmonite. «Sono decedute per morbillo due persone, non vaccinate, rispettivamente di età 38 e 41 anni, entrambe per insufficienza respiratoria». Dal 1 al 31 gennaio 2018 è stato segnalato, inoltre, un caso di rosolia.

Il virologo Burioni: in un mese ci siamo giocati il bonus

Una critica indiretta ai grillini – che spesso si sono mostrati scettici contro le vaccinazioni e hanno sostenuto ipotetici legami tra queste ultime e l’autismo – giunge da Roberto Burioni, professore ordinario di Microbiologia e Virologia all’università Vita-Salute San Raffaele di Milano, noto al grande pubblico per il suo impegno social su temi scientifici relativi ai vaccini. «L’Organizzazione mondiale della sanità – spiega– ha stabilito che il numero di casi di morbillo accettabile per un Paese che vaccina abbastanza è uno all’anno per milione di abitanti. L’Italia si è giocata questo “bonus” in un mese. Già a gennaio» con 164 contagi (e 2 morti) «abbiamo superato di quasi 3 volte la soglia» definita dall’Oms come “target di eliminazione”. Tutto questo, dice ancora «dimostra che le coperture vaccinali nel nostro Paese sono ancora basse e che bisogna immediatamente provvedere a vaccinare i bambini non immunizzati, perché è in queste fasce d’età che il virus circola di più. Ma non solo: bisogna fare in modo che si vaccinino anche quei bimbi che sono cresciuti senza essere vaccinati e ora sono adulti, perché rimangono suscettibili alla malattia finché non la contraggono». L’invito è a «una maggiore sensibilizzazione sui vaccini, perché purtroppo le coperture sono ancora basse, anche se per fortuna stanno aumentando», come Burioni e due colleghi dell’ateneo milanese, Anna Odone e Carlo Signorelli, hanno mostrato in una loro analisi pubblicata in questi giorni dalla rivista Nature. Nel loro intervento gli esperti hanno infatti spiegato che la legge sull’obbligo vaccinale per gli alunni di scuole e asili «sembra funzionare. Dati preliminari mostrano che quasi un terzo dei bambini precedentemente non vaccinati, fra i nati negli anni 2011-2015, sono stati ora immunizzati. La diffusione del vaccino per polio e morbillo è aumentata rispettivamente dell’1% e del 2,9%». Un segnale da Burioni definito positivo anche se, ha precisato, “non basta”.

I dati dal 2013 ad oggi

Inoltre dall’inizio del 2013 sono stati segnalati 10.320 casi di morbillo in Italia e 215 di rosolia in Italia. Per il morbillo 2.269 casi risalgono al 2013, 1.695 al 2014, 255 al 2015, 861 al 2016, 5.076 al 2017 e 164 sono stati registrati nel 2018. L’infezione mostra picchi epidemici (di più di 300 casi) nei mesi di giugno 2013 e gennaio 2014, una diminuzione del numero di casi segnalati nel 2015 (range 11-45 casi), una ripresa nel 2016 e un nuovo picco di ben 935 casi a marzo 2017. A novembre 2017 i casi erano stati appena 65, e a dicembre 104. Il dato di gennaio 2018 sembrerebbe dunque indicare una risalita della curva. Quanto alla rosolia, dall’inizio del 2013 sono stati segnalati 215 casi (possibili, probabili e confermati), di cui 65 nel 2013, 26 nel 2014, 26 nel 2015, 30 nel 2016, 67 nel 2017 e uno a gennaio 2018. Il 28,8% circa dei casi è stato confermato in laboratorio.

Commenti

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  • augusto.antonini@alice.it 24 febbraio 2018

    IMFLUENZA:
    Da settembre ad oggi, ben 11 bambini sotto i 14 anni, sono morti a causa del virus. Mentre considerando anche gli adulti, sono state ben 112 le persone decedute e 588 i casi gravi che hanno previsto il ricovero in terapia intensiva. Fra questi ci sono stati anche due donne in gravidanza decedute. Ad aggiornare le stime è il bollettino settimanale Flunews, a cura dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss)