Antifascismo, persino Cacciari sbotta: «Non se ne può più di questa storia»

«Basta con questa storia del fascismo e dell’antifascimo, non se ne può più. È un dibattito di una inconcludenza totale, fondato sul nulla. Pensiamo piuttosto al fatto che i nostri ragazzi escono da scuola senza sapere bene chi erano Hitler e Mussolini». A parlare così non è un intellettuale di destra, ma uno dei più rinomati  maitres  à penser della cultura di sinistra: Massimo Cacciari, filosofo, scrittore, ex deputato del Pci, ex sindaco di Venezia al tempo dell’Ulivo. Cacciari dice queste cose  al Quotidiano Nazionale. È una presa di posizione, per la verità, che non stupisce chi conosce il suo lavoro passato. Non che il filosofo non sia più di sinistra, al contrario. Il fatto è cerca di esserlo in modo intelligente e sereno, senza andare dietro ai nuovi tromboni e alle nuove trombette che gridano al “pericolo fascista” ai soli fini  propagandistici o perché non hanno alcunché  di serio da dire. Del resto, Cacciari è sempre stato uno spirito libero e non ebbe paura, già all’inizio degli anni Ottanta, ad avviare un dialogo con i giovani intellettuali di destra. Vale anche la pena ricordare che, nel 1978, fu uno dei primi a “sdoganare” a sinistra il pensiero di Friedrich Nietzsche. E, qualche anno dopo, offrì un lettura interessante dell’opera di Carl Schmitt.

Severo è il giudizio di Cacciari anche  di questa campagna elettorale. «I politici hanno perso i contatti col Paese. Anzi con il sapere e il raziocinio». Forse gente come la Boldrini e Fiano farebbero bene ad andare a lezione da questo “eretico” pensatore di sinistra. Potrebbe servir loro a comprendere la stupidità e l’anacronismo dei loro correnti appelli alla “vigilanza antifascista”.