Ancora killer pronti al massacro, Missouri: 13enne minaccia la strage a scuola

martedì 20 febbraio 10:12 - DI Lorenza Mariani

Ancora un giovane pronto alla mattanza. Ancora la minaccia di un massacro. Ancora un minorenne pronto alla strage a scuola. Stavolta siamo in Missouri, ossia sempre negli Stati Uniti, un Paese in cui l’allarme eccidio annunciato (generalmente con video postati suo social),  sta diventando un incubo praticamente quotidiano, complice la propaganda anti-governativa sul controllo in merito all’utilizzo delle armi, che destabilizza e invita al caos piuttosto che sedare gli animi. Stavolta, almeno, rispetto al massacro della Parkland High School di mercoledì scorso, la prevenzione ha miracolosamente funzionato: chissà che il fatto che l’Fbi sia finita nel mirino delle polemiche per il mancato intervento in Florida – nonostante le denunce e le segnalazioni – non abbia in qualche modo influito nella solerzia dimostrata dalle forze dell’ordine intervenute sul caso in Missouri.

Missouri, 13enne minaccia la strage a scuola

Caso riferito dalla stampa locale, in cui un ragazzino, un tredicenne del Missouri appunto, è stato arrestato con l’accusa di aver minacciato di compiere una sparatoria in una scuola armato di fucile AK-47, e tutto regolarmente ostentato in un video postato sui social media. La Polizia di Republic – la città del Missouri dove il ragazzo è stato arrestato – immediatamente intervenuta per prevenire la strage annunciata, ha fatto sapere di aver sequestrato armi e altre prove dalla casa dove il ragazzo viveva. Un arresto che desta scalpore soprattutto per la tempistica: l’arresto del tredicenne di Republic è avvenuto infatti a pochi giorni dalla sparatoria nella scuola in Florida dove sono rimaste uccise 17 persone, nonostante gli allarmi e le segnalazioni delle possibili intenzioni del killer Nicholas Cruz: per questo, (specie visto il caso omologo del minorenne del Missouri), colpisce e viene opportunamente ribadito, tra gli altri dal sito dell’Ansa, che il video sequestrato dopo il fermo del sospetto fu «inviato ad un’altra persona la sera di venerdì, ma non venne segnalato alle autorità prima della serata di sabato. Le autorità sottolineano così l’importanza di segnalare con prontezza in caso di sospetta minaccia». Sospetta minaccia che, troppo spesso, viene tradotta in tragici assalti mortali…

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