Altra tegola per il M5S, Caiata indagato per riciclaggio. Di Maio: «Espulso»

Ancora guai per il Movimento 5 Stelle: c’è un altro candidato indagato. Salvatore Caiata, imprenditore nel settore della ristorazione e presidente del Potenza Calcio, nonché capolista in Basilicata, sarebbe indagato a Siena per riciclaggio. Caiata, 46 anni, sarebbe coinvolto in un’inchiesta sul reimpiego di capitali attraverso alcune aziende e conti correnti anche esteri. E dire che era stato proprio Luigi Di Maio a volerlo in squadra: «Sono contento che Salvatore, da imprenditore ed esterno a logiche politiche, abbia accettato di mettere la sua esperienza e le sue competenze manageriali a disposizione del nostro progetto per il Paese e per la Basilicata in particolare», aveva detto appena un mese fa. «L’Italia ha bisogno di persone capaci, che hanno dimostrato di saper fare tanto e bene per il proprio territorio».

M5S, Caiata espluso

La patata bollente è rimasta nelle sue mani e la decisione dell’espulsione è arrivata via Facebook. «Abbiamo conosciuto Salvatore Caiata come presidente del Potenza calcio e “lucano dell’anno” – ha scritto Di Maio sulla sua pagina Fb –  Per questo è stato candidato con il Movimento 5 Stelle. Al momento della sua candidatura ci ha fornito tutta la documentazione che attestava che la sua fedina penale era pulita e nulla è risultato né dal certificato penale né da quello sui carichi pendenti». E ancora: «Oggi apprendiamo per la prima volta che su di lui c’è un’indagine che risale al 2016, di cui Caiata non ci ha informati. Se lo avesse fatto gli avremmo chiesto, come da nostro Regolamento, di fornirci per la candidatura il certificato rilasciato ai sensi dell’art. 335 del c.p.p. e i documenti relativi ai fatti contestati – prosegue il candidato premier del M5S – Al di là delle sue eventuali responsabilità penali che sarà la magistratura ad accertare, per le nostre regole omettere un’informazione del genere giustifica l’esclusione dal MoVimento 5 Stelle».

Caiata si autosospende

Pochi minuti prima Caiata della decisione di Di Maio aveva annunciato l’autosospensione. «Per me stamattina non è stato un buon risveglio – ha scritto in un post su Facebook – perché mi sono trovato coinvolto in questo ciclone mediatico che mi lascia sbalordito, triste, dispiaciuto, furibondo, con chi senza pietà e senza sapere distrugge la vita di una persona che si è sempre comportata per bene. Sono totalmente convinto della mia buona volontà, della mia buona fede e della mia innocenza ma non voglio che il Movimento 5 Stelle abbia alcun danno da questa vicenda perché nulla c’entra. Per questo metto totalmente a disposizione tutta la documentazione che possa servire per chiarire questo attacco che mi viene rivolto e mi autosospendo dal Movimento. Sono una persona perbene e mio figlio può essere orgoglioso di suo padre perché ha sempre fatto tutto in modo onesto – si legge nel post – La vicenda tirata fuori dai giornali è una storia vecchia del 2016 e già conosciuta, rispetto alla quale a suo tempo ho messo a disposizione tutta la documentazione necessaria per chiarire la mia posizione e che ad oggi ritenevo fosse stata archiviata, motivo per cui non ne ho fatto cenno con il Movimento 5 Stelle».