Alta tensione al corteo antifascista di Genova: violenze e devastazioni

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Saranno stati sì e no un migliaio i partecipanti al violento corteo antifascista di Genova, al quale per giunta sono arrivati un po’ da tutta Italia. Le violenze e le distruzioni non sono hanno tardato ad arrivare: momenti di tensione all’arrivo del corteo antifascista in via Montevideo a Genova: a pochi metri dalla sede di CasaPound protetta dalla polizia, uomini in assetto antisommossa e mezzi schierati a chiusura della strada, è partito un lancio di petardi in direzione dei blindati delle forze dell’ordine. Vetri infranti forse a colpi di mazza o pietre in un istituto di credito tra via Montevideo e piazza Tommaso. Il corteo ha poi invertito la marcia ritornando verso piazza De Ferrari dove si scioglierà la manifestazione. La manifestazione è stata indetta dopo la pretesa aggressione subita da alcuni militanti da parte di un gruppo di CasaPound, lo scorso gennaio. Per garantire lo svolgimento della manifestazione gli organizzatori hanno previsto un servizio d’ordine interno mentre intorno alle zone a rischio della città un ingente schieramento di forze dell’ordine con i mezzi che presidia le vie d’accesso alla zona di via Montevideo dove si trova la nuova sede del gruppo di estrema destra a pochi metri da piazza Alimonda, punto di arrivo del corteo.
“Il nostro è un atto d’amore per la città, per pulirla dall’odio. Siamo qui per ribadire che a Genova non sono accette manifestazioni fasciste e naziste e non lo saranno finché ci saremo noi”. Così dai megafoni gli organizzatori del corteo di Genova Antifascista che hanno fermato la loro marcia in via Serra davanti alla sede del movimento di estrema destra Lealtà e Azione. All’arrivo dei manifestanti davanti al portone chiuso della sede, la testa del corteo si è fermata, per un presidio durato una decina di minuti. Sono stati accesi alcuni fumogeni arancioni dopodiché un gruppo di manifestanti ha apposto un cartello sulla porta. “Un pannello simbolico – hanno spiegato gli organizzatori – per cancellarne la presenza. Sopra ci sono scritti i nomi dei compagni e migranti vittime di aggressioni dal 2001 a oggi. I fascisti sono assassini”. Tra i nomi è citato in cima alla lista quello di Carlo Giuliani, il manifestante genovese ucciso durante gli scontri del G8 2001 mentre tentatva di colpire un carabiniere con un estintore. Il corteo è ripartito poco dopo intonando Bella Ciao alla volta di piazza Alimonda. Poche centinaia di persone hanno partecipato oggi pomeriggio a Empoli (Firenze) alla manifestazione antifascista indetta da associazioni e sindacati in risposta alla lettera di minacce, contenente due pallottole e il segno di una svastica, inviata pochi giorni fa dal sindaco Brenda Barnini (Pd). Il corteo “Mai più fascismi” è stato promosso dalla Cgil, con il coinvolgimento anche delle sigle sindacali Cisl e Uil, insieme alle associazioni di ex deportati Aned, e di ex partigiani Anpi, dell’Arci, di Libera, di Udu – Unione degli Univesitari e Rete degli Studenti.

(Foto Il Secolo XIX)