Al corteo antifascista si canta: “Ma che belle son le foibe da Trieste in giù”

C’era da aspettarselo, ma fa sempre una certa impressione vedere squadernata la cultura di odio e risentimento degli antifascisti oggi riuniti a Macerata i quali, partendo col loro corteo di circa cinquemila persone (ma gli organizzatori sparano la cifra di ventimila) hanno pensato bene di oltraggiare gli italiani morti nelle foibe ad opera dei comunisti titini e proprio nella giornata del 10 febbraio dedicata all’omaggio a quei morti. Tra le bandiere dell’Anpi e della Fiom, quelle di Rifondazione e quelle dell’Arci, sfilano anche Cecile Kyenge, Gino Strada, Adriano Sofri, Sergio Staino, Pippo Civati, Nicola Fratoianni, Diego Bianchi (Zoro). Non uno striscione per Pamela, non uno slogan. Un brutto ricordo già seppellito quello della sua morte.

”Sconcerto e vergogna per i cori sulle foibe che si sono levati dalla piazza di Macerata – scrive in un post su Facebook Federico Mollicone, responsabile comunicazione di Fratelli d’Italia e candidato alla Camera –  Pensavamo che a manifestare oggi fossero gruppi di antifascisti, il che già faceva sorridere così, e invece si sono tristemente rivelati per quello che sono: degli anti-italiani che inneggiano all’odio comunista. Ci aspettiamo una veloce e netta condanna da parte di Liberi e Uguali e del suo leader Pietro Grasso, e che tutti coloro che si sono prodotti in questi squallidi e indecorosi cori vengano subito identificati e denunciati in forza della legge Mancino”.

“I cori che si sono sentiti inneggiare alle foibe sono scandalosi, calpestano morti innocenti e tradiscono gli ideali della Resistenza”, afferma la presidente del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani, che oggi ha parecipato alle celebrazioni del Giorno del Ricordo alla Foiba di Basovizza.