A Roma si presenta “Destra senza veli”: 70 anni di storia italiana tra vittorie e delusioni

Mai attuale come in queste settimane di antifascismo a orologeria l’ultima fatica di Adalberto Baldoni Destra senza veli 1946-2017, che verrà presentato il 27 febbraio presso la sede del I municipio della Capitale. A presentare il volume con la prefazione di Gennaro Malgieri (più di  700 pagine e 250 foto), oltre all’autore, intervengono  Stefano Tozzi, capogruppo di Fratelli d’Italia nel municipio I e promotore dell’iniziativa, Federico Mollicone, già presidente della commissione Cultura del Campidoglio, i giornalisti Gloria Sabatini, del Secolo d’Italia, e Federico Gennaccari. La testimonianza degli anni di piombo vissuti dalla storica sezione Prati, dove perse la vita Mikis Mantakas, è affidata invece a Toni Gemmellaro.

Si presenta a Roma “Destra senza veli” di Adalberto Baldoni

«Destra senza veli non è un libro ideologico, ma di storia. Una storia che è anche storia di una “decomposizione”. Eppure l’adesione a un patrimonio valoriale non suscettibile di usura è ancora possibile. E se nessuno vorrà più qualificarlo come Destra poco male – scrive Malgieri – l’importante è che continui ad esistere come una visione del mondo e della vita alla quale richiamarsi». È un saggio rigoroso, documentatissimo ma anche molto schietto: alla puntuale ricostruzione della parabola della destra, dal Msi ai nostri giorni, si mescolano testimonianze, documenti inediti a descrivere un’antropologia unica e troppo spesso derubricata a macchietta dai detrattori cresciuti a pluralismo e “sincerità democratica”. L’autore, scrittore, saggista, giornalista di lungo corso, è un pignolo esploratore: dalla Destra nazionale, ai caduti degli anni Settanta, dalla scomparsa di Romualdi e Almirante a poche ore di distanza all’elezione del giovane (e molto british per l’epoca)  delfino di Almirante, Gianfranco Fini. E giù per li rami: la segreteria di Pino Rauti, l’uscita dal ghetto nel ’93 con la sfida Fini-Rutelli, la destra di governo, la nascita sofferta di Alleanza nazionale, le lacrime, le scommesse di una comunità sofferente che lasciava alle spalle nostalgismo e sangue sul selciato per aggredire il futuro.

Settant’anni di storia nazionale

E ancora la fusione a freddo con Forza Italia nel 2009 per battezzare quel Popolo della Libertà che non avrà molto da offrire agli italiani. Un libro contro-corrente,  fuori dagli stereotipi. Il “che fai mi cacci?”, la miopia politica di Fini (sulla quale Baldoni non può non soffermarsi), la caccia delle occasioni, la fine ingloriosa, il crollo politico e morale del fondatore di An, per anni timoniere assoluto del partito e coccolato dalla sinistra. E ancora: gli affreschi sulle donne di destra, i pionieri dei Campo Hobbit, le iniziative “metapolitiche” (come venivano chiamate), quelle culturali, mai sufficientemente promosse dall’establishment, l’impegno ambientalista di Fare Verde, fondata dall’indimenticabile Paolo Colli, fino ai nostri giorni con la frammentazione della destra in mille rivoli. La nascita di Fratelli d’Italia, la scommessa di Giorgia Meloni, le sigle che si richiamano a una destra radicale e identitaria in crescita di consensi. Settanta anni di storia nazionale, non la cronaca autoreferenziale di una parte. Settanta anni di salite e discese, di amori e delusioni.