A 10 giorni dal voto arriva la ”mancetta” del Pd anche al personale sanitario

Dopo la mancetta agli insegnanti (molti dei quali beffati dalla sottrazione del bonus degli 80 euro) con il rinnovo del contratto atteso da mesi e arrivato solo sotto elezioni, dopo il ritocchino anche per gli enti locali, a dieci giorno dal voto arriva anche il cia libera alla firma della pre-intesa per il rinnovo del contratto del comparto sanità, personale livelli, che prevede un aumento medio delle retribuzioni di 85 euro al mese. «Passo dopo passo, andiamo avanti e dopo lo sblocco del contratto delle funzioni locali – commenta il presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini – arriva ora il via libera a un contratto che interessa più di 540mila lavoratori, fra infermieri, operatori sanitari e amministrativi impegnati nel Ssn. Un segnale importante dopo l’accordo raggiunto per il riparto del fondo sanitario che assicura comunque dall’1 gennaio 2019 l’incremento di un miliardo delle risorse destinate al servizio sanitario». «Anche i lavoratori della sanità avranno, a partire dal 1 marzo 2018, un incremento delle retribuzioni, mediamente di 85 euro al mese. Un risultato non scontato» afferma Massimo Garavaglia, presidente del Comitato di settore Regioni-Sanità e assessore all’Economia della Lombardia.

Ma è il Pd, con i suoi contratti a orologeria, a mettere la firma sotto il rinnovo, com Marianna Madia. «Con la firma del contratto sanità si è concluso un percorso a cui stiamo lavorando da quattro anni: il rinnovo del contratto, fermo da quasi 10 anni, di oltre 3 milioni di dipendenti pubblici» afferma in un tweet la ministra della Pa. «Grazie a tutti coloro che ogni giorno si occupano della nostra salute» scrive Madia. E buon voto, avrebbe potuto aggiungere…