Verona, trovato il cadavere di una donna sezionato in 10 pezzi e chiuso nei sacchi

Un orrore senza fine: è ciò che evoca indiscutibilmente il macabro ritrovamento del cadavere di una donna rinvenuto in una zona di passaggio al confine tra Veneto e Lombardia: il corpo, sezionato in 10 parti e rinchiuso nei sacchi, è stato scoperto nelle ultime ore nel Veronese, in mezzo ai campi a Valeggio sul Mincio. E gli inquirenti ne sono già certi: la vittima, a quanto risulta una donna di pelle chiara tra i 30 e i 40 anni, sarebbe stata uccisa altrove e poi i suoi resti trasportati lì dove sono stati abbandonati e ritrovati.

Choc nel Veronese: trovato cadavere di donna sezionato in 10 parti

Un caso che, ad ogni nuova acquisizione che trapela, aumenta – se possibile – la sua portata di orrore e spietatezza: secondo quanto emerge, infatti, la vittima, assassinata altrove, sarebbe stata poi sezionata in 10 pezzi tanto che, in base a quanto riferito dai carabinieri che indagano sul caso, il corpo è stato «ricostruito» completamente, e non sono sparite parti mutilate. «Chi ha ucciso lo ha fatto altrove, ha trasportato sul luogo del ritrovamento i resti – il corpo sarebbe stato tagliato probabilmente con una sega a motore – e li ha sparpagliati in un ipotetico cerchio del diametro di 4/5 metri», spiega infatti il sito dell’Ansa riferendo sull’efferato caso di cronaca. Non solo: le indagini confermano che il delitto e il sezionamento sono recenti e collocabili all’incirca tra le 36 e le 48 ore fa.

Il punto sulle indagini dei carabinieri

Ora i carabinieri che indagano sull’omicidio e l’occultamento del cadavere stanno cercando di risalire all’identità della vittima – anche aiutati dal fatto che la testa è stata ritrovata integra – e, a quanto trapela da fonti vicine ai militari dell’Arma, si tratterebbe di una donna tra i 30 e i 40 anni di carnagione chiara, capelli castani e ritrovata con indosso solo gli indumenti di biancheria intima. Si parte, come sempre in queste circostanze, dalla ricognizione dei casi di scomparsa ma, hanno già fatto sapere le autorità locali, nei luoghi limitrofi al macabro ritrovamento non risultano denunce di allontanamenti o sparizioni. Si punta allora molto sui resti che, come dicono in gergo gli addetti ai lavori, possono «parlare» e dare molte indicazioni utili alle indagini,