Vandali devastano una scuola: scritte sataniche sui muri e 2 crocifissi bruciati

Uno scenario apocalittico, nel senso strettamente biblico del termine, quello che è comparso al personale di una scuola di Agrigento dove, dopo un’irruzione di un gruppo di vandali, su muri e sul pavimento è rimasto il segno dei tempi: tempi di violenza e di dissacrante volgarità.

Vandali in azione in una scuola di Agrigento

E allora, libri strappati e date alle fiamme, lavagne imbrattate con scritte inneggianti a Satana e – con tanto del numero dell’Anticristo vergato con la vernice: 666 – lasciate su muri e pavimenti delle aule dove, cosa più grave di tutte, sono stati bruciati anche due crocifissi. Una devastazione, quella che si è ritrovato sotto gli occhi nelle scorse ore il personale della scuola Padre Gioacchino La Lomia a Canicattì, in provincia di Agrigento. Ovunque. Ora sulla vicenda, a dir poco inquietante, e non solo per i risvolti delinquenziali, stanno indagando gli inquirenti del commissariato della città. Nel frattempo, il primo cittadino di Canicattì, Ettore di Ventura, ha affidato alla sua pagina Facebook, tutto il suo dissenso, il rammarico e la preoccupazione per quanto accaduto nella scuola agrigentina postando un messaggio che mescola rabbia a sconforto: «Ferisce la mancanza di rispetto per il luogo dove i nostri figli crescono e apprendono la convivenza civile», ha scritto il primo cittadino. «Mi auguro che questi vili individui – ha poi aggiunto il sindaco – con il contributo di tutti, vengano presto assicurati alla giustizia e che fatti del genere non si verifichino più».

L’ultimo precedente simile nel complesso “Don Bosco”

E pensare che un precedente analogo si era registrato nel complesso Don Bosco in via Pirandello dove erano stati danneggiati infissi, banchi, cattedre e sedie. Del resto, come riferisce il sito Tgcom 24 in queste ore, «l’allarme satanismo non è nuovo nella provincia, qualche mese fa, infatti, ad Agrigento, nei pressi della rupe atenea, era stata trovata una tunica nera con cappuccio, simile a quelle utilizzate per celebrare pratiche esoteriche». Un allarme che si alimenta a ogni nuovo inquietante episodio come quello appena registrato a Canicattì.