Ucraina, avvocatessa attivista uccisa e gettata nel fiume a Kiev

La polizia ucraina ha aperto un’indagine per omicidio dopo che il corpo di un’avvocatessa e attivista per i diritti umani è stato trovato in un fiume nella capitale Kiev. Iryna Nozdrovska, 38 anni, era scomparsa il 29 dicembre, due giorni dopo l’ultima udienza del processo sulla morte della sorella, la ventiseienne Svitlana Sapatinskaya, uccisa nel 2015 da un’auto guidata dal nipote del giudice-capo della corte distrettuale di Vyshgorod. Dmytro Rossoshansky, ubriaco e sotto l’effetto di droga al momento dell’incidente, lo scorso maggio è stato condannato a sette anni di prigione. Nozdrovska si era impegnata fin da subito per ottenere un giusto processo e nel corso del procedimento aveva ricevuto diverse minacce dai familiari e dagli amici dell’uomo. Come ha testimoniato il deputato ucraino Mustafa Nayyem, che in un post su Facebook (in russo) ha detto che il padre di Rossoshansky aveva minacciato Nozdrovska durante l’udienza del 27 dicembre, giorno in cui avrebbe dovuto ricevere la grazia. Grazie agli sforzi di Nozdrovska, però, l’avvocato di Rossoshansky non è riuscito a far annullare la sua condanna e la corte d’appello della regione di Kiev ha rinviato il caso al tribunale di primo grado e rinnovato lo stato di arresto per 60 giorni. Secondo Nayyem, la minaccia era: “Farete una brutta fine”. Il corpo della Nozdrovska è stato ritrovato ieri nel distretto di Vyshhorod, un sobborgo settentrionale di Kiev. Il gruppo di attivisti Tverdynya ha lanciato un appello su Facebook affinché le persone si radunino fuori dal quartier generale della polizia per chiedere che venga trovato “l’assassino o gli assassini” e che la giovane figlia dell’attivista venga protetta.