Turchia e Stati Uniti ai ferri corti: Washington ammonisce Ankara

venerdì 26 gennaio 18:44 - di Redazione

Cresce la tensione tra Turchia e Stati Uniti. Sullo sfondo c’è la crisi siriana: Ankara smentisce Washington, la accusa per il sostegno ai combattenti curdi in Siria e intanto intensifica le operazioni contro l’enclave curda di Afrin, nel nordovest del Paese arabo. Gli Stati Uniti hanno avvertito la Turchia: Donald Trump ha chiesto di “evitare azioni che rischiano di portare a uno scontro tra forze turche e americane”, secondo una nota della Casa Bianca diffusa dopo il colloquio telefonico di ieri tra Trump e il presidente turco Recep Tayyip Erdogan e contestata da Ankara. Trump ha espresso preoccupazione per “l’escalation di violenze” ad Afrin. Tuttavia la Turchia, come riferisce l’emittente Ntv, continua ad ammassare truppe nelle zone di confine con la Siria. Erdogan ha minacciato di estendere le operazioni alla località di Manbij, un’altra zona della Siria strappata nel 2016 ai jihadisti dell’Isis dai combattenti sostenuti dagli Usa. I ribelli curdi e arabi sostengono che centinaia di loro uomini siano rimasti uccisi nella battaglia per Manbij, a est di Afrin, dove gli Usa – come sottolinea l’agenzia di stampa Dpa – mantengono una presenza militare. Gli Stati Uniti devono interrompere il sostegno ai ”terroristi” in Siria se vogliono evitare uno scontro con la Turchia. Lo ha dichiarato il vice primo ministro turco Bekir Bozdag. ”Se Washington vuole evitare un possibile scontro con noi in Siria, deve smetterla di sostenere i terroristi”, ha dichiarato Bozdag. Le Forze armate turche hanno lanciato sabato l’offensiva militare Ramoscello d’ulivo nella regione di Afrin, nella Siria nord occidentale. L’obiettivo dichiarato è quello di eliminare la minaccia posta al confine dal sedicente Stato Islamico e dai militanti curdi delle Unità di protezione del popolo curdo (Ypg). Gli Stati Uniti sostengono militarmente l’Ypg in Siria nell’ottica della lotta contro l’Isis. Per la Turchia invece l’Ypg rappresenta un’organizzazione terroristica al pari del Pkk. Intanto la Germania ha chiesto alla Nato l’avvio di una discussione sull’offensiva turca contro l’enclave curda di Afrin, nel nord della Siria. “Ho chiesto al segretario generale dell’Alleanza atlantica – ha fatto sapere il ministro degli Esteri tedesco Sigmar Gabriel – di discutere della situazione in Siria”.

Commenti

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  • Pino1° 21 marzo 2018

    Sono gli americani a bloccare tutti, hanno più di cinquemila uomini, tecnici, piloti, caccia ecc nella base di incirlik, altrimenti ai turchi li fai calmare rapidamente affondandogli le navi nei porti e facendogli fuori i carri come fu fatto con la chilometrica colonna di Saddam, per gli aeroporti a partire da Incirlic che USA tiene per la nato, gli altri li neutralizzi in un giorno! Però ci vanno piano perche sanno che i turchi in 18/20 ore gli sgozzano tutti gli aviatori e marines che hanno lì. Gli americani per fare danni sono speciali ! Tanto sono gli altri a pagare il conto. Successivamente alla seconda guerra mondiale, a partire da cambogia, vietnam, non ne hanno indovinata più mezza.

  • Pino1° 6 marzo 2018

    Non vanno ammoniti, vanno ridotti alla calma ora, appena hanno finito il loro programma nucleare fanno come la corea del nord, senza avere nessuna necessità di vettori intercontinentali in quanto è l’europa ad essere in loro ostaggio (tranne la Francia che l’atomica ce l’ha in quantità idonee)

  • giorgio 27 gennaio 2018

    Qualcuno se ne è accorto che i turchi sono pericolosi