Turchia e Stati Uniti ai ferri corti: Washington ammonisce Ankara

Cresce la tensione tra Turchia e Stati Uniti. Sullo sfondo c’è la crisi siriana: Ankara smentisce Washington, la accusa per il sostegno ai combattenti curdi in Siria e intanto intensifica le operazioni contro l’enclave curda di Afrin, nel nordovest del Paese arabo. Gli Stati Uniti hanno avvertito la Turchia: Donald Trump ha chiesto di “evitare azioni che rischiano di portare a uno scontro tra forze turche e americane”, secondo una nota della Casa Bianca diffusa dopo il colloquio telefonico di ieri tra Trump e il presidente turco Recep Tayyip Erdogan e contestata da Ankara. Trump ha espresso preoccupazione per “l’escalation di violenze” ad Afrin. Tuttavia la Turchia, come riferisce l’emittente Ntv, continua ad ammassare truppe nelle zone di confine con la Siria. Erdogan ha minacciato di estendere le operazioni alla località di Manbij, un’altra zona della Siria strappata nel 2016 ai jihadisti dell’Isis dai combattenti sostenuti dagli Usa. I ribelli curdi e arabi sostengono che centinaia di loro uomini siano rimasti uccisi nella battaglia per Manbij, a est di Afrin, dove gli Usa – come sottolinea l’agenzia di stampa Dpa – mantengono una presenza militare. Gli Stati Uniti devono interrompere il sostegno ai ”terroristi” in Siria se vogliono evitare uno scontro con la Turchia. Lo ha dichiarato il vice primo ministro turco Bekir Bozdag. ”Se Washington vuole evitare un possibile scontro con noi in Siria, deve smetterla di sostenere i terroristi”, ha dichiarato Bozdag. Le Forze armate turche hanno lanciato sabato l’offensiva militare Ramoscello d’ulivo nella regione di Afrin, nella Siria nord occidentale. L’obiettivo dichiarato è quello di eliminare la minaccia posta al confine dal sedicente Stato Islamico e dai militanti curdi delle Unità di protezione del popolo curdo (Ypg). Gli Stati Uniti sostengono militarmente l’Ypg in Siria nell’ottica della lotta contro l’Isis. Per la Turchia invece l’Ypg rappresenta un’organizzazione terroristica al pari del Pkk. Intanto la Germania ha chiesto alla Nato l’avvio di una discussione sull’offensiva turca contro l’enclave curda di Afrin, nel nord della Siria. “Ho chiesto al segretario generale dell’Alleanza atlantica – ha fatto sapere il ministro degli Esteri tedesco Sigmar Gabriel – di discutere della situazione in Siria”.