Tunisia, la protesta contro il governo si trasforma in violenza e saccheggi

Il premier tunisino Youssef Chahed promette che presto finiranno i sacrifici economici dei tunisini e al contempo accusa di saccheggi e violenze i manifestanti che la notte scorsa sono scesi in piazza in diverse zone della Tunisia per protestare contro il governo, l’aumento dei prezzi e delle tasse. Ma l’opposizione tunisina non si arrende e promette proteste a oltranza fin quando il governo non farà un passo indietro dopo l'”ingiusta” legge finanziaria. “Oggi abbiamo un incontro con i partiti di opposizione per coordinare i nostri movimenti”, ha annunciato Hamma Hammami, portavoce del Fronte popolare. “Resteremo in piazza e – ha aggiunto – aumenteremo il ritmo delle proteste fin quando non verrà ritirata l’ingiusta legge finanziaria”. A più di sette anni dalla cosiddetta Rivoluzione dei Gelsomini esplosa nel dicembre del 2010 i tunisini sono tornati in piazza in diverse zone del Paese per protestare contro l’aumento delle tasse e dei prezzi per l’entrata in vigore – il primo gennaio – della finanziaria 2018. In alcune aree la protesta è anche contro la “marginalizzazione” delle regioni. Ieri notte a Tebourba, a ovest di Tunisi, un manifestante è morto durante le proteste e cinque agenti delle forze di sicurezza sono rimasti feriti. Il ministero dell’Interno tunisino ha negato che il manifestante siano morto a causa dell’intervento della polizia. Durante la conferenza stampa, il portavoce del Fronte Popolare ha precisato che il partito ha “contattato diverse forze politiche e della società civile per far fronte a queste misure che hanno provocato instabilità in tutte le regioni del Paese”. Hammami ha quindi invitato i sostenitori a partecipare alla manifestazione in programma per domenica prossima per “chiedere la revoca delle nuove misure contenute nella legge finanziaria, che distruggono il potere d’acquisto dei tunisini”. “Se si registrano violenze durante le proteste, non vuol dire che tutti i manifestanti siano violenti”, ha insistito il portavoce del Fronte Popolare, ricordando come le proteste si siano registrate in ben “15” delle 24 provincie della Tunisia. “Per noi la maggior parte delle proteste si è svolta in modo pacifico, così è stato anche quelle che si sono tenute di notte – ha detto ancora Hammami – Sbarreremo la strada a chi vuole screditare questa protesta sociale”.